Accordo raggiunto tra l’Italia e l’Ue sulla terza rata del Pnrr. Via il target di 7.500 posti letto negli studentati, quella quota viene inclusa nei 60mila posti previsti entro la fine del 2026. Slittano così 519 milioni, con l’accordo di recuperarli nella quarta rata. Il governo rassicura: “Tutti i 35 miliardi entro dicembre”. Gentiloni: “Per noi un’intesa positiva”. Protestano gli studenti: “Senza alloggi è un fallimento”. Allarme di S&P: “Italia e Spagna in ritardo sull’utilizzo dei fondi. Alla fine del 2022 utilizzati rispettivamente al 10 e al 20%”.
La Commissione europea e il governo hanno raggiunto l’intesa per incassare 18,5 miliardi di euro. Non sono i 19 miliardi inizialmente previsti perche’ l’obiettivo della realizzazione di 7.500 posti letto per studenti universitari – che teneva bloccato il via libera – e’ stato spostato alla quarta rata. Risulta cosi’ che i 54 obiettivi siano pienamente rispettati. I 500 milioni di euro che mancano nella rata imminente non vengono pero’ persi ma sono trasferiti come target nella quarta rata che passa da 16 a 16,5 miliardi, confermando l’obiettivo di incassare 35 miliardi nel 2023.
“Dopo un’approfondita interlocuzione con la Commissione europea, oggi il governo italiano ha presentato nella riunione della Cabina di Regia sul Pnrr una richiesta di modifica in materia di riforma degli alloggi per studenti, al fine di: inserire una nuova milestone nella quarta rata; chiarire le condizioni e gli obiettivi della misura; correggere alcuni errori materiali”, ha spiegato Palazzo Chigi dopo una riunione lampo guidata dal ministro degli Affari europei e del Pnrr, Raffaele Fitto. “In accordo con la Commissione, le modifiche proposte non avranno alcun impatto sull’importo complessivo dei pagamenti che l’Italia ricevera’ nel 2023 con la terza e la quarta rata (per un importo totale di 35 miliardi di euro). La terza rata prevedra’ 54 obiettivi per 18,5 miliardi di euro, mentre la quarta 28 obiettivi per 16,5 miliardi. Il totale di 35 miliardi di euro previsto dal Pnrr nel 2023 sara’ incassato per intero”, ha ribadito l’esecutivo.
“Per noi si tratta di un’intesa positiva. Abbiamo lavorato molto in queste settimane in modo costruttivo, e penso che la soluzione sia molto positiva. L’Italia raggiungera’ gli obiettivi previsti per la terza e la quarta rata. Per la commissione europea e’ una buona notizia, cosi’ come lo e’ per l’Italia”. Lo ha detto il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, intervistato a New York da Rai News 24. “Nell’insieme le risorse destinate all’Italia, 35 miliardi per il 2023, non cambiano”, ha aggiunto.
“Sbloccare i fondi del Pnrr”, ha ossrevato Gentiloni, “e’ molto importante per l’economia italiana e molto importante per l’Ue. Il successo del piano italiano e’ parte del successo del piano europeo. In seguito alla modifica che e’ stata concordata, l’Italia nelle prossime settimane ricevera’ la terza rata. Abbiamo ricevuto una richiesta di modifica di dieci sui 27 obiettivi per la quarta rata e ci pronunceremo. Una volta che le valutazioni della Commissione saranno approvate dal Consiglio l’Italia ricevera’ i fondi. Tutto questo conferma un lavoro costruttivo e positivo fra Roma e Bruxelles”, ha concluso Gentiloni.
“Con il governo Draghi le prime due rate del Pnrr sono arrivate puntuali, con il governo Meloni solo per ottenere in accordo al ribasso per l’erogazione delle terza rata ci sono voluti otto mesi di ritardo. La destra ha dovuto inoltre rinunciare a 500 milioni di euro e ammettere di essere palesemente in difficoltà con il cronoprogramma delle opere previste. Questo scenario certifica rischi concreti di non erogazione delle prossime tranche di finanziamenti europei. Nonostante ciò governo e maggioranza festeggiano: o sono irresponsabili o sono in malafede”. Lo dichiara Simona Bonafè, vice presidente vicaria dei deputati Pd.
“Ora basta. Sugli studentati avevamo ragione noi, ma il ministero non ci ha mai voluto ascoltare ed è andato a schiantarsi” denuncia in una nota l’Unione degli Universitari, commentando a caldo la notizia sullo sblocco della terza tranche del Pnrr, senza però i fondi per gli alloggi universitari. “Avevamo detto – continua il sindacato studentesco – che non era corretto dare 210 milioni ai privati, spesso per posti letto che esistevano già. Era un tentativo goffo per gonfiare i numeri, mentre invece andavano rendicontati soltanto posti letto nuovi. La responsabilità di questo grave fallimento è tutta del Governo”. “Sul tavolo ci sono 960 milioni di euro per realizzare 60mila posti letto entro il 2026. L’Italia non può permettersi di perdere questi importanti fondi. Siamo disponibili a collaborare con il Ministero, ma dall’altra parte ci aspettiamo la volontà di mettere al centro il diritto allo studio di tutti, anziché il profitto economico di pochi. Vogliamo che la Ministra Bernini convochi con urgenza le organizzazioni studentesche e quelle sindacali per ripensare insieme il piano di realizzazione degli studentati. Al Governo chiediamo soltanto di ascoltare le nuove generazioni per evitare un ulteriore danno di credibilità internazionale” conclude l’Udu.
PNRR, COSA CAMBIA – Il collegamento ferroviario Roma-Pescara esce dal Pnrr, ma escono anche due lotti della Palermo-Catania. E in generale vengono “definanziate” 9 misure per un ammontare complessivo di 15,9 miliardi. E’ quanto previsto dalla proposta di modifica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza armonizzato con il RepowerUe, approvata dalla cabina di regia, che Fitto presenterà alle Camere martedì prossimo, per essere formalmente recapitata alla Commissione Europea entro la fine di agosto. Nel dettaglio le rimozioni riguardano interventi per la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni (6 miliardi), progetti di rigenerazione urbana per 3,3 miliardi, piani urbani integrati per 2,5 miliardi, gestione del rischio di alluvione e del rischio drogeologico per 1,287 miliardi, idrogeno in settori hard-to-abate da 1 miliardo, servizi e infrastrutture sociali di comunità per 725 milioni, promozione di impianti innovativi (incluso offshore) per 675 milioni, valorizzazione dei beni confiscati alle mafie per 300 milioni, tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano per 110 milioni. Nel complesso sono state modificate 144 misure su 349 per permettere al Pnrr di marciare più velocemente e centrare i prossimi target. Le polemiche si sono subito accese. “Abbiamo appreso oggi che si propone di spostare sul programma RePower EU 13 miliardi di euro di fondi Pnrr che erano stati assegnati ai Comuni, con l’impegno che altre fonti di finanziamento andranno trovate. È una notizia che ci colpisce molto. I Comuni chiedono garanzie” attacca il presidente dell’Anci Antonio Decaro. Il governo, per voce del ministro Raffaele Fitto, assicura che le misure “definanziate” dal Pnrr saranno “salvaguardare attraverso la copertura con altre fonti di finanziamento, come il piano nazionale complementare al Pnrr e i fondi delle politiche di coesione”. Intanto i quasi 16 miliardi saranno spostati su altre misure che vedranno aumentare la loro dote. E’ il caso degli Asili Nido (obiettivo da raggiungere per ottenere la quarta rata) che ottengono 900 milioni in più per far fronte all’aumento delle materie prime e permettere di mandare a buon fine bandi di gara e lavori. Quanto alla Roma-Pescara e ai due lotti della Palermo-Catania le relative risorse saranno utilizzate su altri lotti delle tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania, rispettando così il vincolo della destinazione al Sud. Aumenta anche la dotazione del RepowerEu che nel nuovo piano vede una dotazione di 19 miliardi. Sul RepowerEu sarà indirizzato il 7,5% della quota di finanziamenti destinati alle politiche di coesione 2021-2027: si tratterà di quasi 11 miliardi di euro. “Rispetteremo certamente il vincolo del 40% dei fondi Pnrr al Sud. Ma soprattutto rispetteremo anche il vicolo dell’80% al Sud dei fondi Fsc (Fondi Sviluppo e Coesione)” assicura Fitto rispondendo ai giornalisti. Nelle misure del Repower, 4 miliardi saranno destinati per l’Ecobonus. La misura andrà però a supporto delle famiglie che dichiarano un basso reddito, e si baserà sulle consuete detrazioni fiscali. “La Roma-Pescara è confermata ma riceverà finanziamenti alternativi ai fondi Pnrr per i cittadini non ci saranno cambiamenti” assicura Salvini che ricorda come la tratta abbia sofferto ritardi di attuazione durante il precedente Governo. “Non abbiamo eliminato nessun finanziamento. Non stiamo tagliando nulla ma riorganizzando tutto” dice Fitto ai giornalisti. Intanto arriva il compiacimento da Bruxelles per l’accordo raggiunto in cabina di regia. Mentre Fitto invita l’opposizione a un “clima di confronto utile e positivo per l’interesse del Paese “.
BRUXELLES VIA LIBERA UE A TERZA RATA DEL PNRR DA 18,5 MILIARDI
La Commissione europea dà il via libera alla terza rata del PNRR dell’Italia da 18,5 miliardi di euro e approva le modifiche proposte da Roma agli obiettivi della quarta rata.
La Commissione europea ha dato luce verde alla richiesta italiana spianando la strada all’erogazione di 18,5 miliardi e, allo stesso tempo, alla modifica di parte degli obiettivi (10 su 27) relativi alla quarta rata. La scadenza del periodo di valutazione era il 30 aprile, già fissata al termine di due proroghe, poi la trattativa tra i funzionari dell’Esecutivo Ue e il governo italiano si sono protratte più del previsto. Per sbloccare l’impasse Roma ha concordato con Bruxelles uno spostamento di 500 milioni – relativi ai posti letto degli universitari – dalla terza alla quarta rata, evitando così di rinunciare a una parte dei soldi stanziati per l’Italia e un eventuale danno di immagine. Per la Commissione “i 54 traguardi raggiunti in modo soddisfacente dimostrano progressi significativi nell’attuazione del piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia”. Coprono riforme ad ampio raggio nei settori del diritto della concorrenza, del sistema giudiziario, dell’amministrazione pubblica e fiscale, nonché dell’istruzione, del mercato del lavoro e del sistema sanitario. Ora il Comitato economico e finanziario dovrà fornire il suo parere entro quattro settimane, che servirà alla Commissione per esprimere la valutazione definitiva e procedere al pagamento. Sulla modifica della quarta rata, invece, sarà il Consiglio Ue a doversi pronunciare entro quattro settimane. Per la Commissione i cambiamenti richiesti sono mirati e non compromettono l’ambizione del piano.