MELENCHON NON SI SCHIERA PER IL BALLOTTAGGIO
Marine Le Pen ha Scelto di ‘marcare’ da vicino Macron e a sorpresa si e’ recata alla fabbrica Whirlpool di Amiens per incontrare gli operai (in sciopero a causa della prospettiva di chiusura e delocalizzazione in Polonia), prima che lo facesse l’esponente di ‘En marche’, anche lui nella stessa citta’. La visita dell’esponente del Fn allo stabilimento ha avuto come conseguenza che al suo arrivo Macron venisse fischiato dai presenti. Lui contrattacca: ‘Non sono venuto all’insaputa dei sindacati’, come la sfidante, e ‘implora’ di non crederle sulla chiusura delle frontiere: ‘E’ una promessa menzognera’. Il leader della sinistra radicale Melenchon annuncia che non sosterra’ nessuno dei due.
Colpo per Emmanuel Macron, che a 12 giorni dal ballottaggio per le presidenziali francesi riceve l’accoglienza ostile degli operai della Whirlpool di Amiens, sua citta’ natale. Il leader di ‘En Marche!’, che aveva da tempo in programma di visitare la fabbrica, e’ stato anche anticipato dalla candidata del Front National Marine Le Pen, che si e’ presentata a sorpresa per un bagnoo di folla tra gli operai, mentre Macron stava incontrando i sindacati. Macron, riferiscono il Figaro e Liberation, e’ stato fischiato dagli operai al suo arrivo. Il candidato centrista aveva annunciato che avrebbe fatto partire la seconda parte della campagna elettorale proprio dalla sua citta’. La leader del Fn si e’ presentata agli operai della fabbrica di elettrodomestici che da tempo protestano per la decisione dell’azienda di delocalizzare la produzione in Polonia e ha avuto un incontro con i sindacalisti e con gli operai. “Cerco di risolvere i problemi, non di strumentalizzarli”, ha detto Macron. “Io ho passato un’ora e mezzo con i sindacati, senza giornalisti – ha detto – la signora Le Pen e’ arrivata qui per dieci minuti a favore di telecamere solo perche’ sapeva che io sarei venuto”, ha aggiunto. “Capisco che c’e’ ansia e rabbia – ha detto Macron rivolgendosi agli operai – ma io non vi diro’ che Whirlpool sara’ nazionalizzata, non sono al governo e si dicessi questo vi mentirei. La risposta alle vostre richieste non e’ quella di sopprimere la mondializzazione, quando Le Pen dice che bisogna abbandonare la globalizzazione io dico che questa non e’ la soluzione. La soluzione non e’ quella di chiudere le frontiere, quelli che vi dicono questo mentono. La promessa di chiudere le frontiere e’ una menzogna, e io non faro’ promesse a vuoto. Mi prendero’ le mie responsabilita’ e ritornero'”, ha aggiunto il candidato di ‘En Marche!’. In mattinata Le Pen ha posato con molti operai per un selfie e ha attaccato il suo rivale: “Sono qui a fianco degli operai, non nei ristoranti del centro – ha esordito – e quando sono venuta qui e ho scoperto che Macron non avrebbe incontrato gli operai ma sarebbe rimasto chiuso con due o tre persone alla Camera di Commercio ho deciso di venire tra voi”. Poco prima su Twitter, la Le Pen aveva pubblicato un post in cui sosteneva che “con me la fabbrica non chiude”. “Continuate a combattere, potete contare su di me”, ha aggiunto. Il leader della sinistra radicale, Jean Luc Melenchon, continuera’ a non dire per chi votera’ al secondo turno delle presidenziali, qualunque sia l’esito della consultazione oon line degli elettori di France Insoumise, che andra’ avanti fino al 2 maggio con diverse opzioni: voto bianco o nullo, astensione, oppure voto a Emmanuel Macron. Non e’ previsto dunque il voto a Marine Le Pen.
“Nel nostro movimento ci saranno opinioni diverse – ha detto il portavoce di Melenchon, Alexis Corbiere – ma bisogna distinguere tra una scelta intima e una scelta politica”. Il leader del movimento La France Insoumise, arrivato quarto al primo turno con una notevole affermazione, il 19,6% dei voti, e’ stato molto criticato per non essersi posizionato. Non e’ possibile votare Le Pen, si legge nel testo pubblicato on-line- perche’ “il movimento de La France Insoumise e’ per definizione legato ai principi del nostro motto repubblicano, Liberta’, uguaglianza, Fraternita’. E il voto per il candidato di estrema destra non puo’ rappresentare un’opzione”. Il voto ha intanto spaccato il fronte sindacale: le due principali sigle, la Cgt (di sinistra) e la Cfdt, di ispirazione cattolica che ha appoggiato molte delle riforme del quinquennio di Hollande, dalla legge Macronalla ‘loi travail’, sono divise sia dall’indicazione di voto che dalle parole d’ordine della manifestazione per la celebrazione della festa dei lavoratori. La Cfdt, che ha gia’ chiesto ai suoi aderenti di votare perMacron, “sostiene la necessita’ di fare un appello chiaro per fare muro contro il Fn”, mentre la Cgt non da’ indicazioni di voto per Macron e propone una “piattaforma piu’ ampia”, chiedendo di allargare le rivendicazioni all’aumento dei salari e al potere d’acquisto”. Force Ouvriere, sindacato della sinistra riformista, ha deciso di non dare indicazioni di voto ai suoi iscritti, cosi’ come Cfe-Cgc, prima sigla tra i quadri e a lungo considerato una sigla di destra e vicina al patronato. Solo la Unsa, piccolo sindacato non confederale e non rappresentativo a livello nazionale, aderisce apertamente al fronte anti-Le Pen e sostiene Macron perche’ “L’arrivo al potere di una candidata il cui programma e’ fondato su una concezione autoritaria del potere, sul nazionalismo e sulla xenofobia e’ una minaccia per la democrazia e avrebbe gravi conseguenze sociali ed economiche”.
I due candidati al ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi hanno presentato i loro nuovi manifesti e slogan in vista del voto del 7 maggio. Il centrista indipendente Emmanuel Macronha scelto lo slogan ‘Insieme la Francia!’ e un suo primo piano, con un leggero sorriso, su sfondo blu sfumato. Non compaiono logo o rimando a partiti. La leader dell’ultradestra Marine Le Pen, invece, usa lo slogan ‘Scegliere la Francia’ e il logo ‘Marine Presidente’ con la rosa blu a separare Le due parole. Nel nuovo manifesto, la politica è appoggiata a una scrivania, indossa una giacca blu e una gonna nera, e mostra un accenno di sorriso. Sullo sfondo, una biblioteca con effetto sfumato.