Lo spread chiude in netto rialzo a 322 punti. Male la prima emissione di Btp Italia con il governo M5s-Lega, raccolti solo 418 milioni, peggio solo nel 2012. Restera’ l’obbligo di fatturazione elettronica previsto nel decreto fiscale a partire dal primo gennaio, rischio buco da 1,9 mld.
Si accumulano pressioni sui titoli di Stato dell’Italia all’antivigilia del parere della Commissione europea sulla manovra, che potrebbe preludere all’avvio di una procedura per deficit eccessivo. A fine seduta i rendimenti dei dei Btp a 10 anni, che si muovono nella direzione opposta al prezzo, si attestano in lieve aumento al 3,59 per cento il differenziale rispetto ai tassi dei Bund equivalenti, lo Spread si è allargato a 321 punti base. Alla Commissione europea “stiamo preparando il nostro pacchetto per mercoledì, che includerà i pareri sui piani di Bilancio di tutti i Paesi, incluso quello rivisto dall’Italia”, ha affermato il vicepresidente della commissione, Valdis Dombrovskis. Giungendo all’Eurogruppo è stato criptico sulla possibilità che già mercoledì si inneschi il primo passo di una procedura per eccesso di deficit in base alla regola del debito: l’Ue lavora anche a “una replica” dopo la risposta di Roma alla richiesta di chiarimenti “sui fattori rilevanti” riguardo proprio alla regola del debito. Ma “non anticipo decisioni”, ha detto.
La Borsa di Milano (-0,29%) chiude in calo, in linea con gli altri listini europei che hanno risentito dell’andamento negativo di Wall Street. Su Piazza Affari ha pesato anche lo stacco delle cedole di Mediobanca (-4,8%), Banca Mediolanum (-1,8%), Terna (-1,5%), Recordati (-1,2%) e Tenaris (-2%) con una incidenza dello 0,18% sul Ftse Mib. Sullo sfondo si guarda al confronto con l’Ue sulla manovra finanziaria. Archivia la seduta in rialzo lo spread tra Btp e Bund tedesco a quota 322 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,59%. In calo anche il comparto energetico con Saipem (-3,6%), Eni (-1,2%), Italgas (-0,5%) e Snam (-0,1%). In rosso Astaldi (-18,4%), Ferragamo (-3,3%) e Luxottica (-2%). Archivia la seduta in positivo Tim (+3,9%), con il nuovo amministratore delegato e la prospettiva piu’ concreta di scorporo della rete. Tengono le banche con Carige (+5,8%), Banco Bpm (+3,2%), Ubi (+1,8%) e Bper (+0,9%).