L’attesa è finita per gli amanti dell’Art Nouveau: oggi, 8 ottobre, Palazzo Bonaparte a Roma inaugura la più ampia retrospettiva mai dedicata ad Alphonse Mucha (1860-1939), l’artista ceco che ha ridefinito l’immagine femminile e il linguaggio visivo della Belle Époque. La mostra, intitolata “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione”, presenta oltre 150 opere e si annuncia come un evento culturale imperdibile.
Il percorso espositivo, curato da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava con la direzione scientifica di Francesca Villanti, si distingue per un eccezionale dialogo tra epoche, culminato con la presenza di un’ospite d’onore di straordinario rilievo: la “Venere” di Botticelli (1485-1490), eccezionalmente prestata dai Musei Reali – Galleria Sabauda di Torino.
La “Venere” rinascimentale, icona universale di bellezza e seduzione, stabilisce un “ponte ideale” con le eteree figure femminili di Mucha, dimostrando la continuità dell’ideale di bellezza attraverso i secoli. L’esposizione, che si trasformerà nel “tempio dell’Art Nouveau”, esplora l’intera opera di Mucha, dai celebri manifesti teatrali (Gismonda, Médée) ai pannelli decorativi (JOB, serie The Stars e Pietre Preziose), fino agli studi sull’Epopea Slava, tutti provenienti dal Mucha Museum di Praga.
Per ampliare la visione sulla centralità della bellezza nella storia dell’arte, la mostra affiancherà ai capolavori di Mucha anche straordinarie opere archeologiche e rinascimentali, e dipinti ottocenteschi come La contessa De Rasty (1879) di Boldini e la sontuosa Semiramide (1905) di Saccaggi, oltre ad arredi e oggetti Art Nouveau.
Alphonse Mucha è celebrato come un innovatore e un comunicatore visivo che ha fuso l’arte con la vita quotidiana. Le sue donne, caratterizzate da linee flessuose, capelli fluenti e atmosfere oniriche, sono diventate l’icona universale della femminilità Art Nouveau, influenzando ancora oggi moda, grafica e design, fino al mondo dei tatuaggi. L’artista ha saputo trasformare in capolavori anche la pubblicità, in particolare i manifesti per Sarah Bernhardt, anticipando i principi del design moderno.
L’allestimento a Palazzo Bonaparte promette di essere un’esperienza avvolgente, un “passaggio temporale” in cui ambienti, luci, profumi, musiche e cromie riporteranno il visitatore nell’atmosfera vibrante della Belle Époque.
La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia – che celebra il suo 25° anniversario – con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino, in partnership con Generali Valore Cultura. La Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale è Main Partner.
La Presidente di Arthemisia, Iole Siena, ha sottolineato come la mostra sia un omaggio al “cuore pulsante della storia dell’arte: le donne e la bellezza femminile,” e ha annunciato i prossimi grandi eventi a Palazzo Bonaparte per il 2026: mostre straordinarie dedicate a Hokusai (primavera) e a Kandinskij (autunno).
Palazzo Bonaparte, dopo i successi di mostre come Monet, Van Gogh e Munch, si conferma un polo nevralgico dell’arte internazionale a Roma.
