Barack Obama sta valutando una risposta “proporzionale” alle presunte interferenze russe sul voto Usa tramite hackeraggi. Lo ha annunciato Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca. “C’e’ una serie di risposte a disposizione del presidente e lui considerera’ una risposta che sia proporzionale”, ha dichiarato, precisando che qualsiasi sia la scelta probabilmente non verra’ annunciata in anticipo ne’ svelata dopo. Venerdi’ scorso l’intelligence Usa aveva accusato ufficialmente per la prima volta Mosca degli hackeraggi. Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato oggi di ‘isteria’ attorno agli hackeraggi ‘per distrarre il pubblico’ e di rapporti con Washington ormai ‘quasi inesistenti’.
Gli Stati Uniti sono pronti a dare una risposta “proporzionata” agli attacchi informatici che secondo Washington sarebbero stati messi in atto dalla Russia per interferire nelle elezioni presidenziali dell’8 novembre. Lo ha fatto sapere un portavoce del presidente Usa, Barack Obama. Venerdi’ scorso la Casa Bianca aveva accusato ufficialmente il Cremlino di essere coinvolto nella serie di attacchi informatici che avrebbero favorito la pubblicazione da parte di oltre 20 mila email del Comitato Nazionale del Partito Democratico. Un misterioso ‘Guccifer 2.0′ aveva fatto filtarre i documenti del Comitato dei Democratici che erano stati poi pubblicati dai siti Wikileaks e DCLeaks. “Il presidente ha a disposizione una serie di risposte e terra’ in considerazione una risposta che sia proporzionale”, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, durante un briefing con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, l’aereo presidenziale. Obama “ha gia’ parlato in vare occasioni sulla significativa capacita’ degli Stati Uniti di difendere sia il nostro sistema informatico interno che di lanciare operazioni offensive in altri paesi”, ha aggiunto il portavoce. In un comunicato del Dipartimento di sicurezza nazionale di venerdi’ scorso, si dice chiaramente che il governo Usa ritiene Mosca direttamente responsabile degli attacchi di pirateria informatica, considerato che “solo i piu’ alti funzionari del governo russo” avrebbero potuto autorizzare i cyber-attacchi. La candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, a luglio scorso, aveva accusato direttamente il Cremlino degli attacchi informatici condotti contro il Comitato nazionale del suo partito, con cui erano state svelate le stategie interne per indebolire Bernie Sanders, uno dei candidati alla presidenza, durante le primarie Democratiche.
a reazione nervosa degli Usa alla pubblicazione delle informazioni ottenute dagli hacker ha lo scopo di “distrarre” l’opinione pubblica dai contenuti di quelle stesse rivelazioni. Lo ha ribadito, oggi, il presidente russo Vladimir Putin. “E’ iniziata un’isteria per la quale” la pubblicazione delle mail “sarebbe nell’interesse della Russia”, ha denunciato il leader del Cremlino, secondo il quale al contrario “li’ non c’e’ nulla che sia di nostro interesse”. “Ma l’isteria e’ dovuta solo al fatto che e’ necessario distrarre l’attenzione del popolo americano dal contento di quello che gli hacker hanno pubblicato”, ha poi incalzato Putin, secondo il quale il fatto che i candidati alla Casa Bianca stiano “sfruttando una retorica anti-russa” causa un “avvelenamento dei rapporti bilaterali”. Putin ha poi assicurato che Mosca lavorera’ con qualsiasi presidente americano a condizione che Washington “voglia lavorare col nostro paese”.
La Russia continua ad ostentare la sua potenza militare. Impegnata in grande stile in Siria, solo ufficiosamente nelle regioni indipendentiste ucraine di Donetsk e Lugansk, oggi Mosca ha effettuato test di lancio di missili balistici intercontinentali (2 Slbm, da sottomarini ed 1 Icbm, da terra) in grado di trasportare fino ad un massimo di 6 testate atomiche indipendenti (Mirv). Nel primo caso e’ stato sparato da un sottomarino a propulsione nucleare della flotta del Pacifico un missile Topol-M (con una gittata di 11.000 km) dal mare di Okhotsk a nord del Giappone. Un identico missile e’ stato lanciato da un altro sottomarino dal mare di Barents. Un terzo Topol e’ stato invece sparato da un mezzo semovente nel nord-ovest della Russia Questi ultimi test giungono a pochi giorni dall’annuncio che Mosca ha sospeso il trattato con gli Usa per lo smaltimento dell’eccesso (34 kg) di plutonio, impiegato per realizzare testate nucleari.