FRANCESCO: RISPETTARE STATUS QUO. MAY, SIA CAPITALE CONDIVISA
Moniti ed appelli da tutto il mondo al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che si avvia a riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele e trasferirvi l’ambasciata americana da Tel Aviv. Papa Francesco esprime “profonda preoccupazione” e chiede che tutti rispettino lo status quo della citta’. Il Cremlino si dice preoccupato per un possibile deterioramento della situazione, mentre Ankara ricorda come tutto il mondo sia contro questa decisione e Erdogan convoca un summit dei Paesi islamici. Lo status della Citta’ Santa puo’ essere definito solo “attraverso un accordo negoziato fra israeliani e palestinesi” e “in ultima analisi deve diventare capitale condivisa dello Stato d’Israele e d’uno Stato palestinese”, cosi’ la premier britannica, Theresa May.
Sale la preoccupazione di tutti, anche di Papa Francesco, per la decisione del presidente Usa Donald Trump di trasferire l’ambasciata americana in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, di fatto riconoscendo così la città santa come capitale israeliana. “Non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite – ha spiegato il Pontefice oggi, al termine dell’udienza generale – Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace. Prego il Signore che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti”.
E se la questione investe le coscienze dell’Europa, molto più forti rischiano di essere le ripercussioni nel Medio Oriente: a Gaza già oggi si segnala una protesta di cittadini palestinesi, che hanno bruciato in piazza bandiere americane. Nel frattempo il premier tuco Tayyp Erdogan ha incontrato il re di Giordania: il primo ha avvisato che la decisione di Trump “rischia di essere un favore al terrorismo islamico”, mentre Abdallah II ha spiegato che “la chiave di qualsiasi accordo di pace tra israeliani e palestinesi ed è la chiave per la stabilità della regione”. Fonti della Casa Bianca fanno sapere che Trump, che oggi annuncerà la decisione di spostare l’ambasciata, “sostiene comunque una soluzione con due stati”.