SLITTA IL DECRETO CRESCITA. INTESA SU NORMA IN DL CRESCITA PER BLINDARE RIMBORSI
‘Invito tutti i ministri a non lasciarci distrarre da timori o preoccupazioni’. Così il premier Giuseppe Conte, da Doha, interpellato sulle tensioni di queste ore tra la maggioranza, e in particolare il M5S e il ministro Tria. ‘Leggo su alcuni giornali di dimissioni o strane richieste, non c’e’ nessuna dimissione o richiesta di dimissioni all’ordine del giorno’, precisa il premier. Intanto, sul dl crescita sarebbe stata raggiunta una intesa nel governo in vista del cdm di domani, nel senso di blindare i rimborsi ai risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie, riscrivendo la norma nel decreto crescita. E subito dopo emanare il decreto attuativo che dia il via alle erogazioni.
Non ci sara’ nessuna manovra correttiva, ha detto Luigi Di Maio intervistato in diretta nella trasmissione “Dimartedi’” su La 7. “Nel governo siamo tutti d’accordo, compreso il ministro Tria, che non si faranno manovre correttive – ha detto il vicepremier – e nel Def che sara’ presentato nei prossimi giorni al primo posto sara’ messa la crescita. Il Documento di economia e finanza dira’ che bisogna operare per la ripresa, per sbloccare i cantieri, per tutelare i nostri marchi storici, come la Pernigotti. Per l’Italia crescita significa piu’ esportazioni e, quindi, piu’ produzione. Per questo ho firmato la via della seta, per questo sono stato negli Usa e andro’ adesso negli Emirati”, ha concluso Di Maio.
“Il ministro Tria deve stare tranquillo, perché sereno non si dice. Deve continuare a fare il ministro. Io ho il diritto come capo del M5S di dire ‘muovetevi’ a firmare il decreto per i risparmiatori truffati”. Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio. Ma le tensioni rimangono.
“Al ministro Tria dico che deve stare tranquillo, e dico tranquillo perche’ sereno non si deve piu’ dire. Ma gli dico anche che i risparmiatori che hanno perso i loro soldi per colpa delle banche devono avere i rimborsi e che il decreto sugli indennizzi non deve aspettare ancora”, ha detto Luigi Di Maio intervenendo in diretta alla trasmissione “Dimartedi’” su La 7. Poi, rispondendo a chi gli faceva notare che le ultime rivelazioni su presunti favori a persone vicine al ministro dell’Economia fanno pensare a un caso di “dossieraggio”, Di Maio ha risposto: “Un giornalista che dice che una notizia trovata da un altro giornalista e’ dossieraggio vuol dire che sono i giornalisti a fare dossieraggio. Nel governo siamo tutti d’accordo”.
Intanto c’è stato un vero e proprio braccio di ferro in pre-consiglio dei ministri sul decreto crescita. La bozza presentata dal ministero dell’Economia, a quanto si apprende, e’ stata criticata dai tecnici di ministeri a guida M5s: mancherebbero in particolare alcune norme chieste da Luigi Di Maio. Sul punto, e’ la convinzione espressa da alcuni partecipanti alla riunione, serve un chiarimento politico. Il pre-consiglio si e’ percio’ concluso con un nulla di fatto. Tria viene sollecitato anche dal premier Conte sulla vicenda banche. Da Doha, dove si trova, Conte ha detto:
“il nostro obiettivo politico molto forte e’ procedere con i risarcimenti” ai risparmiatori nel modo piu’ rapido possibile e ho sollecitato il ministro Tria a procedere in questa direzione, c’e’ ancora qualche passaggio tecnico da fare”.
Ma il percorso che portera’, attraverso il decreto crescita, al varo del Def, e’ tutt’altro che tranquillo. La tensione e’ alle stelle tra M5s e Tria. La vicenda della consigliera del ministro, Claudia Bugno, che il M5s chiede di allontanare dallo staff del ministero, non è l’unica a caratterizzare lo scontro. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarebbe molto preoccupato. Il capo dello Stato non vedrebbe di buon occhio la sostituzione del ministro dell’Economia. L’ipotesi non esiste, fa sapere Salvini. Il governo sta facendo quanto deve, assicura Conte. Ma al ritorno dalla sua visita in Qatar il premier dovrà affrontare nuove grane. Lo scontro tra M5s e Tria si fa sentire anche nel pre-consiglio dei ministri, con i tecnici dei ministeri M5s che bloccano la bozza di decreto crescita presentata da via XX settembre perche’ non contiene alcune norme chieste da Luigi Di Maio. Anche nelle riunioni preparatorie del Def non mancano gli attriti: i Cinque stelle vorrebbero il pil programmatico piu’ in alto di quanto stimato dai tecnici di Tria. Anche la Lega, che al momento rimane prudente, nell’attesa di capire come evolve lo scontro. E giovedi’ al senato ci sarà il voto delle mozioni sull’oro di Bankitalia: M5s è per il parere positivo del governo, il Mef frena. Si prevedono nuove tensioni.