Preferiva morire come martire che essere catturato Ahmad Khan Rahami, il giovane americano d’origini afghane accusato delle bombe a New York e in New Jersey: lo si legge in un suo diario. L’uomo e’ stato accusato di uso d’armi di distruzioni di massa. Ordino’ alcuni componenti su eBay facendoseli recapitare al fast food di famiglia. Diceva di ammirare Bin Laden.
Ahmad Rahami, l’uomo arrestato per le bombe in New Jersey e a New York, ‘odia l’America e i gay’. Ne parla in un’intervista a FoxNews, Maria, ex fidanzata e madre della figlia di Rahami. ‘Parlava spesso della cultura occidentale e di come, nel suo Paese, fosse diverso. Del fatto che in Afghanistan non ci siano omosessuali’. Rahami, ha detto Maria,’ e’ rientrato da uno dei viaggi in Afghanistan, durante il quale gli e’ stato fatto il lavaggio del cervello, con una moglie e un altro figlio’. Trump si e’ detto triste del fatto che l’attentatore riceva cure e assistenza legale in America. Sul fronte elezioni, sembrerebbe che l’ex presidente George H.W. Bush si stia preparando a voltare le spalle al suo partito e votare per Hillary Clinton.
Ahmad Kahn Rahami, ritenuto responsabile delle bombe di New York e del New Jersey, era un pessimo padre, non amava l’America e odiava gli omosessuali. Lo ha dichiarato a Fox News la madre della figlia di Rahami di cui l’emittente rende noto solo il nome, Maria. La donna avrebbe incontrato il 28enene di origini afghane al liceo. “Era conosciuto come il clown della classe”, racconta la donna ma già all’epoca, spiega, dimostrava il suo odio per i militari Usa. “Lui parlava spesso della cultura occidentale e come era diverso nel suo Paese – ha spiegato – Come se non ci fossero omosessuali in Afghanistan”. “Sembrava odiare la cultura americana – ha aggiunto Maria che non vedeva Rahami da due anni – ma non ho mai pensato che avrebbe potuto fare una cosa del genere”.
Rahami, spiega ancora Maria, era rientrato da uno dei viaggi in Afghanistan, durante il quale gli era stato fatto “il lavaggio del cervello”, con una moglie e un altro figlio.Ma non era un buon padre, aggiunte Maria, raccontando di come una volta fosse in casa con la figlia e Rahami guardando la televisione. “È comparsa in televisione una donna in uniforme e lui a nostra figlia ha detto: ‘Questa è una cattiva persona’”. Maria ora non vuole vedere Rahami vicino a sua figlia. ‘”Non voglio che la veda. Se le avesse voluto bene avrebbe pagato il mantenimento”, ha aggiunto.
La moglie pachistana di Ahmad Khan RAHAMI ha lasciato gli Stati Uniti pochi giorni prima degli attacchi del weekend scorso a New York ed in New Jersey. Lo riporta la Cnn citando fonti degli inquirenti. Le autorità americane stanno dialogando con quelle in Pakistan e negli Emirati Arabi Uniti per poter aver interrogare la donna e ricostruire quanto sapesse dei piani del marito.
Il sospetto responsabile degli attentati dinamitardi dello scorso fine settimana a New York e in New Jersey e’ stato arrestato ieri, al culmine di una vasta caccia all’uomo e di una sparatoria conclusasi con il suo ferimento e quello di due agenti di polizia. Si tratta del 28 enne Ahmad Khan Rahami, un afgano naturalizzato statunitense che le autorita’ avevano descritto come “armato e pericoloso”. Il repentino arresto dell’uomo ha placato la paura dei cittadini nella regione, ma gli investigatori sono ancora lungi dal determinare le motivazioni degli attacchi, che hanno causato il ferimento di 29 persone, e se Rahami abbia agito da solo o con la complicita’ di altre persone. Stando alle prime indiscrezioni diffuse da fonti di polizia, e riprese dal “New York Times”, Rahami potrebbe aver effettivamente fabbricato da solo gli ordigni esplosivi artigianali; e’ probabile, pero’, che il 28 enne abbai ricevuto istruzioni e addestramento da una figura gia’ esperta in materia. Rahami e la sua famiglia hanno viaggiato piu’ volte in Pakistan, soggiornandovi in un’occasione per oltre un anno. Gli inquirenti, pero’, non possono ancora dimostrare che l’uomo abbia ricevuto una qualche forma di addestramento militare all’estero. Per il momento, Rahami e’ stato formalmente accusato del tentato omicidio di agenti di polizia. Altri capi d’imputazione potrebbero essere formalizzati a breve.
Frattanto, le minacce alla sicurezza nazionale sono nuovamente balzate in cima all’agenda della campagna presidenziale Usa. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, e la democratica Hillary Clinton, si sono scontrati a distanza per dimostrare di essere le figure piu’ indicate a proteggere il paese dalle minacce terroristiche. Clinton ha dato rilievo agli sforzi di intelligence e di ordine pubblico, ed ha nuovamente rimarcato la sua lunga esperienza nelle istituzioni. Trump e’ tornato a chiedere l’imposizione di limiti piu’ stringenti all’immigrazione, facendo leva sulle origini afgane del sospetto arrestato dopo gli attentati dinamitardi. “Questi attacchi e molti altri – ha accusato Trump – sono possibili perche’ il nostro sistema di immigrazione e’ eccessivamente aperto, e non valuta e controlla efficacemente gli individui che giungono nel nostro paese”. Poco prima, Clinton aveva invitato i cittadini statunitensi ad essere “vigili, ma non spaventati”: “Abbiamo gia’ affrontato questo tipo di minaccia. So che la affronteremo con lo stesso coraggio e la stessa attenzione. Clinton si e’ poi scagliata contro Trump, puntando l’indice contro la sua retorica anti-immigrazione e definendolo “il primo sergente reclutatore dei terroristi”. Lo scorso giugno, dopo l’attentato di Orlando, in Florida, il tema della sicurezza interna era balzato in cima alle preoccupazioni degli elettori statunitensi, come fotografato dai sondaggi condotti nei giorni successivi alla strage. E’ dunque probabile che il tema sara’ al centro del primo dibattito pubblico tra i due candidati alla presidenza, che si terra’ la prossima settimana.
L’ex presidente americano, il repubblicano, George HW Bush, votera’ per Hillary Clinton alle elezioni di novembre: lo sostiene un autorevole sito di informazione politica, Politico, rilanciando un post su Facebook di Kathleen Kennedy Townsend, una nipote dell’allora presidente John F. Kennedy: nel post, accessibile pero’ solo agli amici, c’e’ una foto che la ritrae accanto al patriarca dell’influente famiglia e poi la scritta: “Il presidente mi ha detto che votera’ per Hillary”. L’ufficio dell’ex presidente non ha confermato, ricordando che il voto e’ personale. La famiglia Bush si e’ tenuta largamente al di fuori della campagna elettorale per le presidenziali 2016. Presidente tra il 1989 e il 1993, Bush senior ha pero’ detto che non avrebbe appoggiato il candidato repubblicano, Donald Trump. Del resto, anche altri ‘pezzi da novanta’ del Gop non hano dato il loro endorsement: ne’ suo figlio, Jeb Bush, ne’ Ted Cruz o John Kasich, che erano stati tutti in corsa (senza successo) per la nomination repubblicana. Tra i repubblicani che hanno invece dato sostegno esplicito all’ex segretario di Stato, l’ex sindaco di New York, Michel Bloomberg.