A MAGGIO DEBITO A 2.278,9 MLD, NUOVO RECORD
Banca d’Italia incorpora il ritocco all’insu’ del pil da parte dell’Istat nel primo trimestre e rivede al rialzo le stime della crescita economica nel 2017, che sale quindi all’1,4%. Un balzo rispetto al +0,9% formulato a gennaio. La buona notizia si accompagna pero’ a quella del debito pubblico che continua a macinare record: a maggio e’ salito di 8,2 miliardi a 2278,9 miliardi di euro. ”Il debito si e’ stabilizzato e comincera’ a scendere proprio grazie alla crescita superiore al previsto”, ha commentato il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan. I consumi, in lieve rallentamento rispetto al biennio 2015-16, secondo la Banca d’Italia si espanderebbero a ritmi analoghi a quelli del prodotto e del reddito disponibile. Per quanto riguarda gli investimenti, la Banca d’Italia nota come l’espansione avviatasi dalla fine del 2014, proseguirebbe a ritmi relativamente sostenuti.
La Banca d’Italia rivede al rialzo le stime sull’andamento del Pil 2017: l’economia italiana dovrebbe crescere dell’1,4% e non dello 0,9% indicato in precedenza. Nel bollettino economico di via Nazionale, l’inflazione e’ prevista in aumento contenuto e l’occupazione in miglioramento. Note dolenti arrivano dal debito delle amministrazioni pubbliche, aumentato a maggio scorso; salgono pero’ le entrate tributarie. Infine, sul capitolo banche, il Bollettino segnala una situazione in deciso miglioramento sul fronte dei crediti deteriorati: il tasso di deterioramento e’ tornato a livelli pre-crisi. REVISIONE AL RIALZO DELLA CRESCITA: il Pil italiano e’ salito dello 0,4% nel secondo trimestre di quest’anno e aumentera’ dell’1,4% quest’anno, dell’1,3% il prossimo e dell’1,2% nel 2019. Rispetto alle previsioni dello scorso gennaio (+0,9% quest’anno, +1,1% nel 2018 e 2019) “la crescita e’ stata rivista ampiamente al rialzo, riflettendo l’accelerazione dell’attivita’ economica di inizio anno, nonche’ sviluppi piu’ favorevoli della domanda estera e dei mercati delle materie prime energetiche. Gli investimenti al netto delle costruzioni si espanderebbero piu’ del prodotto, grazie alle condizioni finanziarie favorevoli e alle agevolazioni fiscali”. Nel 2019 il Pil recupererebbe interamente la caduta connessa con la crisi del debito sovrano, avviatasi nel 2011; rimarrebbe tuttavia ancora inferiore di circa il 3 per cento al livello del 2007. INFLAZIONE: resta modesta e sara’ pari all’1,4% quest’anno e all’1,1% il prossimo. L’indice dei prezzi al consumo salira’ ancora all’1,6% nel 2019, per effetto di una moderata accelerazione delle retribuzioni. OCCUPAZIONE: nel primo trimestre dell’anno e’ proseguita la crescita nonostante il venir meno degli incentivi alle nuove assunzioni a tempo indeterminato. Nella media dei mesi di aprile e maggio il numero degli occupati e’ ulteriormente salito, dello 0,2% sul bimestre precedente. PRODUZIONE INDUSTRIALE: torna a crescere e nella media del secondo trimestre l’attivita’ manifatturiera segna un deciso recupero, nell’ordine dell’1 per cento dopo la lieve diminuzione nel primo.
CONSUMI DELLE FAMIGLIE: in crescita anche se rallentano rispetto al biennio 2015-16; quest’anno l’incremento dovrebbe attestarsi all’1,2% (1,3% nel 2016), cosi’ come nel 2018, per poi scendere all’1,1% nel 2019. DEBITO PUBBLICO: sale a 2.278,9 miliardi nel mese di maggio, cresciuto di 8,2 miliardi rispetto ad aprile. A maggio del 2016, era pari a 2.244 miliardi: in un anno, e’ quindi cresciuto di 34 miliardi. ENTRATE TRIBUTARIE: a maggio sono state pari a 33,5 miliardi, inferiori di 300 milioni a quelle rilevate nello stesso mese del 2016; nei primi cinque mesi del 2017 sono state pari a 154,4 miliardi, in crescita del’1,4 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016. BANCHE: Il tasso di deterioramento del credito e’ tornato ai livelli pre-crisi per le esposizioni verso le famiglie, mentre si attesta su valori di poco superiori per i prestiti verso le imprese. Nel primo trimestre del 2017 il flusso dei nuovi crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti, al netto dei fattori stagionali e in ragione d’anno, si e’ attestato al 2,4 per cento; per i prestiti alle imprese al 3,6 per cento e per quelli alle famiglie all’1,6.
“Il debito rispetto al Pil si è stabilizzato e comincerà a scendere in modo significativo proprio grazie alla crescita. Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al Tg1 commentando i dati di Bankitalia che parlano di una crescita record del debito pubblico.
A maggio il debito delle Amministrazioni pubbliche e’ stato pari a 2.278,9 miliardi, in aumento di 8,2 miliardi rispetto al mese precedente. L’incremento e’ dovuto principalmente al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (7,0 miliardi); vi contribuiscono anche l’aumento delle disponibilita’ liquide del Tesoro (per 0,5 miliardi, a 58,9; erano pari a 72,7 miliardi alla fine di maggio 2016) e l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio (0,7 miliardi). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali e’ aumentato di 8,1 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,1 miliardi; il debito degli Enti di previdenza e’ rimasto pressoche’ invariato. A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 33,5 miliardi (inferiori di 0,3 miliardi a quelle rilevate nello stesso mese del 2016); nei primi cinque mesi del 2017 esse sono state pari a 154,4 miliardi, in crescita del’1,4 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016.