Pranzo ad Arcore tra Berlusconi e i colonnelli di Fi. Convitato di pietra Stefano Parisi. L’ex premier apre al contributo dell’ ex candidato sindaco di Milano per riunire il centrodestra e chiede di garantire la vittoria DEL No al referendum. Attesa per l’Assemblea DEL Pd di domani. Luca Lotti, sottosegretario e braccio destro di Renzi, glissa sull’ipotesi di diventare vicesegretario unico. Piuttosto, dice, ‘discutiamo di come vogliamo rimettere a posto quello che non va nel partito’.
Ad Arcore, oltre ai capigruppo Romani a Brunetta, anche Gelmini, Bernini, Matteoli, Toti, Carfagna, Gasparri e i consiglieri di Berlusconi, Nicolò Ghedini e Valentino Valentini . “Nel corso della riunione di oggi – si legge in un comunicato diffuso al termine dell’incontro – il presidente Silvio Berlusconi ha posto con forza la necessità di rilanciare l’azione politica di Forza Italia, per riannodare i fili del dialogo con quel popolo di centrodestra che continua a essere maggioranza nel Paese. I partecipanti all’incontro hanno condiviso l’intento del presidente Berlusconi di rafforzare l’organizzazione del partito e di rilanciare l’iniziativa politica, a cominciare dal referendum di ottobre per garantire una netta affermazione del ‘no’. Tutto questo – prosegue la nota – anche attraverso l’apertura al contributo di chi intende condividere questo percorso politico a cominciare dai protagonisti delle recenti elezioni amministrative come Stefano Parisi”. “Non voglio prendere il posto di Berlusconi, solo dare una mano”, aveva detto Parisi.
Potrebbe essere lei il vice-segretario unico del Partito Democratico? “Non ci penso nemmeno, non sta a me deciderlo. Sto facendo il mio lavoro, sto seguendo al governo una serie di argomenti importanti, se mi verra’ chiesto valuteremo la proposta, ma credo che il tema non sia chi fara’ il vice-segretario e se sara’ un vice-segretario. Credo che sara’ opportuno, semmai, discutere di come vogliamo affrontare i prossimi mesi e di come vogliamo rimettere a posto quello che non va nel nostro partito”. Sul finale dell’intervista alla Festa dell’Unita’, a Prato, si presenta la domanda piu’ insidiosa al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca LOTTI. Quella su un suo possibile ruolo di artefice della riorganizzazione dei dem, dopo la stangata rimediata alle elezioni amministrative, specie a Torino e a Roma. LOTTI, in maniera esplicita, respinge l’ipotesi di ambire o di accarezzare la conquista della vice-segreteria unica del Pd. Una posizione dalla quale di fatto gestirebbe il partito a tempo pieno, lasciando al segretario la possibilita’ di declinare la propria leadership nazionale soprattutto da palazzo Chigi.