A chiedere il voto segreto sulla richiesta di autorizzazione all’uso delle intercettazioni riguardanti Silvio Berlusconi nell’Aula di Palazzo Madama, oltre ad esponenti di Forza Italia e di Ncd, sono stati anche 4 senatori del Pd: Marco Filippi, Annamaria Parente, Francesca Puglisi, Mario Morgoni. Piu’ uno del M5S, Alberto Airola, che poi ha dichiarato di essersi sbagliato chiedendo che il suo nome venisse cancellato. Oltre a due parlamentari del gruppo di maggioranza delle Autonomie: Franco Panizza e Claudio Zin. Uno solo della Lega: Nunziante Consiglio. Con il voto segreto e’ stata respinta la proposta della Giunta per le Immunita’ di dire si’ all’utilizzo delle intercettazioni.
“Nella concitazione della situazione dell’aula abbiamo erroneamente sostenuto la richiesta di voto segreto sull’utilizzo delle intercettazioni riguardanti Silvio Berlusconi. Si e’ trattato di un mero errore tecnico che, in ogni caso, non e’ stato determinante ai fini della concessione di questo tipo di votazione”. Lo dichiarano le senatrici Anna Maria Parente e Francesca Puglisi e i senatori Marco Filippi e Mario Morgoni del Pd.
L’Aula del Senato ha detto no ai magistrati di Milano che avevano chiesto di utilizzare undici intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e due delle ‘Olgettine’, Iris Berardi e Barbara Guerra, captate sulle utenze delle due. E sul no ai giudici del processo Ruby ter e’ subito scontro. Accolto da un lungo applauso nelle fila del centrodestra e dalle proteste del Movimento 5 Stelle contro il Pd, il voto diventa oggetto di accuse incrociate: i senatori pentastellati rispolverano il ‘fantasma’ del patto del Nazareno mentre i Dem respingono al mittente l’accusa di aver contribuito ai 130 voti contrari all’autorizzazione e dicono che sono “le manovre sporche dei 5 Stelle a salvare Berlusconi con il voto segreto”. “Come la Lega salvo’ Craxi nel 1992. Parlano di moralita’ ma agiscono nell’ombra”, dice il senatore Pd Luciano Pizzetti, sottosegretario alle Riforme. “Sono certo che il gruppo Pd ha votato compattamente a favore della decisione della giunta di concedere all’autorita’ giudiziaria l’uso delle intercettazioni di Berlusconi”, assicura il capogruppo Pd, Luigi Zanda. Ed e’ su twitter che i Democratici vanno numerosi al contrattacco: “Nel voto segreto il Pd vota si’ e il M5S salva Berlusconi – scrive Mauro Del Barba – Ovviamente diranno il contrario non essendoci controprova”. Il vicepresidente del gruppo del Pd Stefano Lepri chiarisce: “I 5 stelle al Senato fanno i furbi, come sempre. Con il voto segreto salvano Berlusconi e poi dicono che e’ colpa nostra. Con che faccia”. Franco Mirabelli, capogruppo del Pd in Commissione Antimafia rincara: “Quindi il fronte del no adesso si ritrova su Berlusconi e M5s vota con Forza Italia contro l’uso intercettazioni”. Pronta la controreplica del Movimento: “Che vergogna! Pd salva Berlusconi e accusa il M5S. La prima gallina che canta ha fatto l’uovo”, scrive sempre su Twitter il senatore Nicola Morra. “Un modo subdolo, dando la colpa ad altri come gia’ accaduto in altre occasioni, giocato sulla pelle della Giustizia, per provare ad assicurarsi anche un comportamento benevolo da parte dei berlusconiani e del loro potente sistema mediatico nel referendum costituzionale”, ‘accusa’ il capogruppo Stefano Lucidi. E accusa, “il patto del Nazareno e’ risorto”. Di manovra di riavvicinamento fra Pd e Fi parla anche la presidente dei senatori del Misto-Sel, Loredana De Petris. FI difende il voto e “registra con soddisfazione che si affermano finalmente i principi della Costituzione e del diritto alle garanzie processuali come riconosciuto dal codice di procedura penale”. Ma Beppe Grillo dal suo blog denuncia: “Ora che il referendum costituzionale si avvicina, il Pd salva Silvio in cambio di un benevole atteggiamento, suo e del suo potente impero mediatico, nei confronti della consultazione popolare. Il #PdSalvaSilvio, ma chi salvera’ il Pd dal giudizio popolare?”.