Il presidente di Confindustria: “Non usare l’Europa come alibi per non affrontare la situazione italiana, con il nostro debito pubblico non possiamo sforare il deficit per fare spesa ordinaria”. “Lo sforamento del 3% non e’ una questione europea ma italiana”, spiega Boccia. E rivolgendosi a Salvini e Di Maio: “Dopo la campagna elettorale e’ il momento che i due leader si chiariscano, la politica dovrebbe avere il senso del limite”.
“Non usare l’Europa come alibi per non affrontare la situazione italiana, con il nostro debito pubblico non possiamo sforare il deficit per fare spesa ordinaria”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia in un passaggio del suo intervento dal palco dell’assemblea di Confagricoltura a Milano. “Lo sforamento del 3% non e’ una questione europea ma italiana, penso che nessun alleato ce lo consentirebbe. Questa e’ una questione tutta italiana e solo italiana”, ha aggiunto Boccia.
Boccia invita i due leader a chiarirsi dopo la campagna elettorale “per avere una visione di medio termine del Paese e un obiettivo sul quale spingere”. Parole che anticipano l’intervento piu’ ampio che il numero uno di Viale dell’Astronomia fara’ all’assemblea riunita mercoledi’ a Roma. In prima fila il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella con i rappresentanti del mondo dell’economia e della finanza, delle Istituzioni nazionali, europee e internazionali e l’intervento del il ministro dello Sviluppo economico e vice premier, Luigi di Maio.
“La politica dovrebbe avere il senso del limite”, ha detto il presidente di Confindustria, che stigmatizza le liti degli ultimi giorni acuitesi in vista del voto di domenica, definendo gli scontri verbarli “linguaggio frutto di ubriacatura elettorale”. Boccia ha ricordato che dopo le elezioni europee del 26 maggio bisogna “affrontare una manovra non affatto marginale, bisogna pensare a una visione del Paese”.