Siamo esposti al pari delle altre economie europee, eventuali choc sui mercati saranno di breve durata.
“L’economia italiana e’ soggetta al rischio di Brexit nella stessa maniera degli altri membri dell’Ue. Non c’e’ un problema italiano specifico dal punto di vista della Brexit”. A ribadirlo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Da parte del governi dell’Ue, ha aggiunto, “non c’e’ un piano” in caso di Brexit, ma “sono ovviamente coscienti del fatto che questo referendum puo’ cambiare molto lo scenario”. “Le banche centrali hanno il compito di occuparsi della stabilita’ finanziaria dei mercati, quindi hanno un piano per questo – ha aggiunto Padoan – I governi hanno il diritto e il dovere di lavorare per un rafforzamento dell’integrazione europea nei due scenari, con, come spero, o senza, il Regno Unito”.
L’ipotesi di una Brexit rende “i mercati molto nervosi in attesa di un risultato importante”, ma in vista dell’appuntamento elettorale “bisogna essere fiduciosi che il popolo inglese capisca i benefici di restare in Europa, per loro e per gli altri Paesi”, dice il ministro del’Economia. Del tema, in ogni caso, “non abbiamo parlato” all’Ecofin di ieri; “la Bce – ha comunque ricordato Padoan in un’intervista a Sky a margine del Consiglio Italia-Usa a Venezia – ha gia’ annunciato che ci sono misure adatte per contrastare le turbolenze, che sarebbero comunque di breve durata”. Il ministro ha detto poi di condividere la posizione espressa dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e ha sottolineato che l’Europa e’ un contesto integrato e quindi eventuali shock “si trasmettono si attraverso la Borsa che sul mercato dei titoli sovrani, ma saranno comunque di breve durata”. Sull’ipotesi che una vittoria del ‘leave’ possa portare a una maggior integrazione a livello europeo, Padoan ha notato che “l’Europa ha bisogno di rilanciare il processo di integrazione, Brexit o non Brexit. Ci sono altre sfide che vanno affrontate, prima di tutto quella dell’immigrazione”.
“Un voto della Gran Bretagna a favore dell’uscita dall’Ue è il rischio che ci preoccupa di piu’ al momento. Ne stiamo già vedendo gli effetti sul mercato delle valute e delle obbligazioni. Se ci fosse un’uscita ci sarebbe un lungo processo di negoziazione, che avrebbe sicuramente conseguenze finanziarie, anche se e’ difficile prevedere quanto grandi. Teniamo d’occhio questo rischio giorno per giorno e tutte le banche centrali, non solo la Banca centrale europea, sono pronte a intervenire con gli strumenti convenzionali che hanno: i tassi d’interesse, i repo, gli swap”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco in un’intervista su Repubblica. Il governatore non vede rischi particolari per l’Italia in caso di Brexit: “l’aumento degli spread di questi giorni – osserva – è dovuto alla riduzione sui tassi d’interesse in Germania, mentre il prezzo del debito italiano è rimasto più o meno invariato. Il rischio di Brexit è quello di una volatilità generalizzata sui mercati. Le azioni delle banche riflettono preoccupazioni circa i crediti deteriorati, di cui ci occupiamo con attenzione. Inoltre, in queste occasioni il mercato tende a esagerare con le sue prime reazioni”.