Le polemiche infuocate tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del PD, Elly Schlein, non sarebbero che una “commedia farsesca” per mascherare una profonda fragilità politica. È l’analisi senza sconti del filosofo Massimo Cacciari, intervenuto in un’intervista a Repubblica, in cui ha inquadrato lo scontro politico in Italia in un contesto più ampio di crisi delle democrazie occidentali.
Secondo Cacciari, l’aggressività retorica della premier Meloni, che ha portato a definire l’opposizione “peggio di Hamas”, sarebbe la conseguenza di una debolezza intrinseca. “Anche Giorgia Meloni è debole e quindi ha questa continua necessità di avere un nemico, di dargli la caccia, dire che siamo attaccati, non ci lasciano governare, c’è il terrorismo, ci vogliono male…”, ha spiegato il filosofo, sottolineando come questa strategia serva a “coprire la propria debolezza con l’immaginazione, la rappresentazione del nemico”.
Il filosofo ha inoltre convalidato il legame tracciato da Schlein tra l’attentato subito dal giornalista d’inchiesta Sigfrido Ranucci e il clima politico attuale. L’episodio, a suo avviso, rappresenta “un’intimidazione alla libertà di stampa, che si colloca dentro questo clima di stato di eccezione, di continua emergenza”.
Cacciari ha poi definito questo “stato di eccezione” come il terreno fertile per “Leader sempre più deboli che governano per decreto, con Parlamenti svuotati: e più c’è decretazione d’urgenza, più necessità di avere nemici”.
Il filosofo si è espresso anche sulla strategia della segretaria Dem, rigettando le critiche di quanti le imputano una linea troppo spostata a sinistra e la accusano di non essere in grado di ambire a Palazzo Chigi. “La sinistra italiana non è mai stata così debole? No, qualche anno fa era più debole di adesso,” ha ribattuto Cacciari.
Riguardo alla strategia del PD, il filosofo ha difeso la scelta di Schlein di mantenere una posizione netta: “Sì, almeno si tiene il suo elettorato. Se non facesse così il Pd sparirebbe. In un certo senso Schlein l’ha salvato”. A suo parere, l’unica via per contrastare la destra è attraverso un “riformismo radicale per battere il radicalismo di destra”, un radicalismo che Meloni, come Trump, ha saputo interpretare meglio stando saldamente a destra e non al centro.
Infine, Cacciari ha bocciato l’idea di candidati provenienti dall’amministrazione locale per la leadership nazionale, affermando che il tempo di tale modello, simboleggiato da Matteo Renzi, sarebbe ormai concluso. La conclusione del filosofo sulla segretaria PD è netta: “Farla fuori sarebbe pestifero”.