La frontiera del Brennero resta cosi’ come e’, ovvero aperta, anche perche’ l’Italia fa un ottimo lavoro di controllo. Parola del cancelliere austriaco Kern, che intervistato su Rai3 sottolinea di non essere stato favorevole al muro e di non esserlo tuttora: ‘e’ chiaro – spiega – che in Europa dovremmo evitare frontiere interne’. Kern si dice non soddisfatto ‘come Renzi’ dei risultati di Bratislava e insistendo perche’ l’Europa dia risposte nei Paesi di origine dei migranti aggiunge che l’Ue sicuramente non e’ stata solidale con l’Italia per molti anni, e cosi’ anche con la Grecia.
La frontiera del Brennero “rimane come è, cioè aperta e senza grandi controlli, anche perché l’Italia sta facendo di suo un ottimo lavoro di controllo”. Lo ha affermato il cancelliere austriaco Christian Kern in una intervista ad Agorà, su Rai 3, rispondendo a una domanda sulla prospettata costruzione di una barriera al confine. “Io non ero favorevole al muro allora e non lo sono oggi”, ha spiegato Kern, per il quale “è chiaro che in Europa dovremmo evitare di fare frontiere interne perché è proprio in quei momenti che si creano i problemi. “Si crea una specie di effetto domino – ha aggiunto il cancelliere – che rischia di ingigantire ed esasperare tutto. E noi vogliamo evitare questo, vogliamo aiutare l’Italia”.
“Pensiamo sia più efficiente aiutare i migranti nel loro Paese d’origine – prosegue Kern nell’intervista di questa mattina su Rai 3 – È qui che l’Europa deve dare delle risposte (…) L’Europa deve cambiare la sua politica sui migranti”. Il cancelliere socialdemocratico riconosce che “sicuramente l’Europa non è stata solidale con l’Italia per molti anni, e così anche con la Grecia”, per questo Matteo Renzi “non è stato contento delle conclusioni del vertice di Bratislava e nemmeno io lo sono stato”. “Purtroppo – aggiunge Kern – in Europa ancora oggi si discute molto e si risolve poco”. Kern infine sottolinea: “Vogliamo aiutare l’Italia, ma vogliamo anche mantenere il limite che ci siamo dati di 37mila richiedenti asilo all’anno (… ) Ma è tutta l’Europa che deve fare il suo lavoro, non solo l’Austria, nell’aiutare l’Italia”, dice il cancelliere spiegando che il suo Paese in proporzione ha accolto più stranieri di chiunque altro. “Anzi adesso in Austria – fa ventilare Kern – stiamo pensando di abbassare la nostra quota di ricezione”.
In vista del ballottaggio presidenziale in Austria del 4 dicembre, il cancelliere austriaco Christian Kern non si dice preoccupato per un’eventuale vittoria di Norbert Hofer, il candidato del partito liberalnazionalista austriaco. “L’Austria non è un Paese razzista – afferma categoricamente in un’intervista esclusiva ad Agorà, su Rai 3, questa mattina – e chi vota per Hofer non è necessariamente di estrema destra”. Poi aggiunge: “Il populismo riguarda tutta l’Europa. Se vincono queste destre certo in Europa si rischia molto”. Il problema per l’Europa “non sono gli stranieri, ma il lavoro, l’istruzione e l’efficienza del sistema sanitaria. La gente non è sciocca, sa che Trump e la Le Pen non faranno meglio degli altri, ma la gente vuole votare contro l’establishment”, conclude Kern.