MARINI SI DIMETTE, ‘PENSAVO CHE PD FOSSE GARANTISTA NON UNA COMUNITA’ DI GIUSTIZIALISTI’
Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, dopo l’inchiesta sulla sanità in Umbria, si rivolge alla presidente Marini: “Confido nel senso di responsabilità e nelle valutazioni della presidente Marini perché faccia ciò che è meglio per l’Umbria e la sua comunità”. Non sono comunque “all’ordine del giorno” provvedimenti da parte del partito nei confronti della governatrice in caso di mancate dimissioni. Il 23 aprile l’Assemblea legislativa umbra esaminerà le mozioni di sfiducia nei confronti di Marini, presentate dalle opposizioni.
Tutti sono innocenti fino a sentenza definitiva, ribadisce Zingaretti, ma quello che sta accadendo “impone un salto di qualità nella selezione della classe dirigente”. Spiega il leader Pd: “Vogliamo riaprire una discussione molto seria sull’idea stessa di cosa significa gestire il potere: servire le persone e non utilizzarlo per s stesso. C’è un tema di eticità dell partecipazione politica che noi vogliamo rimettere al centro, non solo della nostra politica ma anche della selezione della classe dirigente”. Il leader Pd ripete che “fino alla fine, all’ultimo grado di giudizio, tutt sono innocenti”.
“E’ evidente che il susseguirsi di eventi come quelli che leggiamo sui giornali ci impone un salto di qualità netto, che intendo fare con la massima determinazione”.
“Pensavo che il Pd del 2019 fosse una forza riformista e garantista, non una comunità di giustizialisti. Mi sbagliavo”. Lo sottolinea Catiuscia Marini, che si è dimessa dalla presidenza dell’Umbria in seguito all’inchiesta sulla sanità regionale, in un’intervista a ‘Repubblica’. Alla domanda se è stata costretta dal Pd al passo indietro, Marini osserva: “Non è così. Stavo ragionando da un po’ su come ritrovare la libertà di difendermi. Non potevo essere un presidente in carica che si deve proteggere da accuse ingiuste. Rimanere presidente avrebbe limitato le mie possibilità di reagire. Non l’ho fatto per il partito, l’ho fatto per me”. Marini spiega di volere “tutelare il lavoro di questi anni, non voglio che siano messi in discussione il mio ruolo e la mia onorabilità. Ho sempre combattuto i sistemi di potere e le consorterie. Per farlo sono stata spesso accusata di essere altezzosa. Lo ero a salvaguardia delle istituzioni”.