E’ morto il regista, sceneggiatore e politico Pasquale Squitieri. Nato a Napoli il 27 novembre 1938, aveva 78 anni. Era ricoverato all’ospedale Villa San Pietro di Roma.
Il suo debutto alla regia risale al 1969 con “Io e Dio”, prodotto da Vittorio De Sica. Dopo essersi dedicato per un breve periodo al genere spaghetti western con “Django sfida Sartana” (1970) e “La vendetta e’ un piatto che si serve freddo” (1971), e’ diventato famoso per i suoi film piu’ impegnati, di carattere storico-politico, come “I guappi” (1973), “Claretta” (1984), “Li chiamarono… briganti!” (1999), o ancora “Il prefetto di ferro” (1977) e “Corleone” (1978). Per anni e’ stato sentimentalmente legato all’attrice Claudia Cardinale. Squitieri e’ stato anche un politico affermato. Nel 1994 e’ stato eletto senatore con Alleanza Nazionale, due anni dopo si e’ ricandidato a Palazzo Madama, senza ottenere la conferma, con il Polo per le Liberta’. In seguito si e’ iscritto al Partito Radicale.
Pasquale Squitieri, regista, e sceneggiatore morto oggi a Roma “un anno fa – racconta la seconda moglie Ottavia Fusco- ha avuto un terribile incidente stradale dal quale non si e’ mai ripreso le cui conseguenze nell’ultimo tempo lo avevano costretto addirittura a problemi di deambulazione. Si e’ spento per complicanze respiratorie dovute a un enfisema. E’ stato sempre un accanito fumatore. Ma il suo amore per il cinema quello e’ sempre rimasto immutato”. Squitieri aveva una figlia Claudine nata dal lungo legame con Claudia Cardinale durato 26 anni. Il regista ha avuto anche una parentesi politica eletto senatore nel 1994 con Alleanza Nazionale, in seguito si era ricandidato con il Pdl. Dietro la macchina da presa di film come Django sfida Sartana (firmandosi William Redford), Camorra, Il prefetto di ferro e Corleone si e’ spento questa mattina circondato dall’affetto dei suoi cari all’ospedale Villa San Pietro di Roma. Nato a Napoli il 27 novembre 1938, Squitieri dopo la laurea in Giurisprudenza si trasferisce a Roma per essere uno dei protagonisti della pie’ce teatrale di Giuseppe Patroni Griffi ‘In memoria di una signora amica’. Si avvicina al mondo del cinema in veste di aiuto regista di Francesco Rosi, ma grazie ad un finanziamento di Vittorio De Sica, dirige il suo primo film (Io e Dio, 1970). Con lo pseudonimo di William Redford, firma Django sfida Sartana (1970), mentre sta per rivolgere la sua attenzione verso la malavita organizzata di una Napoli dei giorni nostri, Camorra (1971). Successivamente torna indietro nel tempo per risalire alle origini della camorra, I guappi (1974), con Franco Nero Nero e Fabio Testi. Accanto a loro, dirige per la prima volta Claudia Cardinale, sua compagna di vita per tantissimi anni. Nella seconda meta’ degli anni ’70 realizza due film sulla mafia siciliana, Il prefetto di ferro (1977) e Corleone (1978), entrambi con Giuliano Gemma. Regista discontinuo e coraggioso, nel 1984 torna polemicamente alla ribalta per un film dedicato alla giovane amante di Benito Mussolini, fucilata insieme a lui nell’aprile del 1945. Con Claretta, presentato al Festival di Venezia, si attira subito le critiche di chi lo giudica troppo compassionevole nei confronti della donna del duce. Negli anni ’80 lavora per la televisione per poi tornare ancora ad affrontare il problema della droga attraverso la storia di una madre che cerca disperatamente di salvare il proprio figlio dall’eroina (Atto di dolore, 1990). A parte la Cardinale, torna a spesso a lavorare con gli stessi attori. Come Franco Nero, uno dei protagonisti di Li chiamarono…briganti! (1999). Tra i suoi film come regista e sceneggiatore, ricordiamo: Io, Claudia (2008), Hotel Meina (2007), L’avvocato De Gregorio (2003).
Dal 2003 si era legato sentimentalmente all’attrice e cantante Ottavia Fusco, che aveva sposato nel dicembre 2013.
“Squitieri era durissimo, sul set come nella vita”. A ricordare così il regista, scomparso oggi, è lo scrittore, giornalista e storico Giordano Bruno Guerri che da Squitieri è stato diretto in ‘Stupor Mundi’, un lungometraggio del 1998, tratto dal poema drammatico ‘Ager sanguinis’ di Aurelio Pes, il cui titolo corrisponde all’appellativo riservato in epoca medievale all’imperatore Federico II di Svevia. Nel film, che fu voluto dall’allora presidente della Fondazione Federico II, Nicola Cristaldi, per i 900 anni del Parlamento siciliano, Giordano Bruno Guerri recita la parte di un personaggio storico, Pier delle Vigne, che fu al servizio dell’imperatore: “Recitavo con Claudia Cardinale, non male per un tardo esordio nel cinema – ricorda Giordano Bruno Guerri conversando con l’AdnKronos – Lui era durissimo, sul set come nella vita. Con me era gentilissimo, io però non ero un professionista del cinema, e non ero neanche pagato, ma l’ho visto trattare con estrema severità, se era il caso, attori e tecnici. In ogni caso nel suo lavoro indubbiamente era bravo”. Squitieri e Giordano Bruno Guerri avrebbero dovuto condividere un’altra avventura: all’inizio del 2007 venne diffusa la notizia della messa in cantiere di una fiction tv con il titolo ‘Lo sbirro’ che il regista avrebbe diretto per Odeon Tv e che sarebbe dovuta andare in onda nell’autunno successivo. Al progetto, come attore, avrebbe dovuto partecipare anche il conduttore televisivo Gianfranco Funari, per molti anni ‘volto’ principale di Odeon Tv, che morì l’anno successivo. ” L’idea c’era ma il progetto non si concretizzò mai, in realtà neanche iniziammo a scrivere la sceneggiatura”, ricorda Giordano Bruno Guerri.