RITORNO MALTEMPO HA DIMEZZATO LA PRODUZIONE DI INIZIO 2018
Boom del miele nel carrello della spesa degli italiani, con un aumento del 5,1% sul valore degli acquisti nel 2017, spinto dalla svolta salutistica nei comportamenti alimentari degli italiani. Ma quest’anno, l’improvviso ritorno della pioggia e del freddo hanno stressato le api, rimaste negli alveari dimezzando la produzione di miele di inizio stagione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Ismea.
Boom del miele nel carrello della spesa degli italiani con un aumento del 5,1% sul valore degli acquisti nel 2017, spinto dalla svolta salutistica nei comportamenti alimentari degli italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Ismea divulgata in occasione della Giornata Mondiale delle Api, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per riconoscere il ruolo insostituibile svolto da questo insetto. “Iniziative sono state programmate nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica perche’ portare in tavola miele italiano significa – sottolinea la Coldiretti – fare una scelta di acquisto consapevole a favore della biodiversita’ e della natura considerato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori”. “In media una singola ape – ricorda Coldiretti – visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Tre colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura per resa e qualita’ dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri e i meloni”.
“In Italia – spiega la Coldiretti – esistono piu’ di 50 varieta’ di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che e’ tra i piu’ diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (piu’ scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino. Nelle campagne italiane ci sono 1,2 milioni gli alveari curati da 45.000 apicoltori tra hobbisti e professionali con un valore stimato in piu’ di 2 miliardi di euro per l’attivita’ di impollinazione alle coltivazioni. Per non cadere nell’inganno dei prodotti stranieri spacciati per nazionali e garantire un futuro alle api italiani il consiglio della Coldiretti e’ di verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da piu’ Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione ‘miscela di mieli originari della UE’; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta ‘miscela di mieli non originari della UE’, mentre se si tratta di un mix va scritto ‘miscela di mieli originari e non originari della UE'”. L’Italia puo’ contare anche su 3 tipi di miele a denominazione di origine riconosciuti dall’Unione Europea: il miele della Lunigiana DOP; il miele delle Dolomiti Bellunesi DOP e il miele Varesino DOP.