E’ decaduto il cda di Consip. Si sono infatti dimessi, a quanto si apprende, i consiglieri che rappresentavano il Tesoro nel board, il presidente Luigi Ferrara e la consigliera Maria Laura Ferrigno. Essendo composto di soli tre membri, il cda decade. Sarà ora un’assemblea della società controllata dal Mef, che sarà convocata a breve, a nominare i nuovi vertici.
“Leggo con curiosita’ su alcuni quotidiani di oggi che a seguito delle dimissioni del cda di Consip sarebbe stata scongiurata la votazione prevista per martedi’ mattina al Senato della nostra mozione”. Lo dichiara il senatore di ‘Idea’ Andrea Augello. “In realta’ – prosegue – le cose non stanno affatto cosi’: il fatto che si siano dimessi il presidente e un consigliere di amministrazione determina, e’ vero, lo scioglimento del cda, tuttavia non soltanto Marroni resta in carica fino alla convocazione dell’assemblea degli azionisti, ma sussiste anche la possibilita’ teorica che in quella sede le dimissioni vengano respinte. Puo’ sembrare un paradosso, ma non sarebbe meno paradossale che Padoan accettasse queste due dimissioni dopo aver respinto per due volte quelle di Marroni. Discutere o non discutere la nostra mozione dipende dunque soltanto da una decisione politica di chi l’ha sottoscritta. Come primo firmatario e presentatore, ritengo doveroso ringraziare tutti i senatori che con la loro firma hanno reso possibile l’azzeramento dei vertici della Consip: molti giornali oggi dimenticano che accanto alle firme di ‘Idea’ ci sono quelle di Forza Italia, della Lega, del Movimento 5 Stelle, del Gal, del gruppo misto, e persino di qualche senatore di maggioranza. Lunedi’ – conclude Augello – discuteremo con tutti questi colleghi il da farsi e martedi’ comunicheremo la nostra decisione”.
“Le dimissioni sono frutto delle decisioni dei singoli ed erano nell’aria, visto il polverone che c’e’ stato. La nostra mozione invece e’ un’azione politica. Noi non diciamo di far fuori Marroni, gli indagati o i non indagati. Diciamo che, dopo la vicenda, c’e’ bisogno di una presa di posizione precisa da parte del governo e di una governance di Consip adeguata”. Intervistato dal Corriere della Sera, il senatore del Pd Andrea Marcucci parla di “situazione difficilmente sostenibile” e smentisce che la richiesta di rinnovo dei vertici Consip sia una vendetta nei confronti dell’ad Luigi Marroni. “Consip ha bisogno di una governance rinnovata, autorevole e con mandato pieno. La societa’ e’ veramente rilevante per le politiche del governo e deve essere incisiva, in grado di soddisfare le aspettative. In una situazione cosi’ difficile non lo puo’ essere e per questo chiediamo di ripartire da un mandato nuovo, cosi’ che i vertici possano lavorare con serenita’”, dice Marcucci. “Mi sembra che i numeri di Consip siano buoni, ma la societa’ va rafforzata, bisogna spingere sull’azione di risparmio”.