Paolo Savona alla presidenza della Consob. Il ministro degli Affari europei e’ stato scelto dal governo per ricoprire la guida della Commissione nazionale per le societa’ e la Borsa. L’ex presidente Mario Nava lascio’ a meta’ settembre, su pressioni di M5s-Lega, l’incarico che aveva assunto cinque mesi prima, il 9 aprile, con il governo Gentiloni.
L’indicazione di Savona ora dovra’ essere esaminata dalle commissioni Finanze di Camera e Senato, poi dalla Corte dei Conti, e, infine ratificata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La decisione è arrivata ,nel corso di una riunione lampo del Consiglio dei ministri. L’accordo mette fine a una discussione durata oltre quattro mesi, con il Movimento 5 stelle diviso sul nome dell’ex assessore di Virginia Raggi, Marcello Minenna, sostenuto da una parte dei pentastellati ma sul quale pesavano i dubbi dei livelli istituzionali cui spettava la nomina, ovvero Palazzo Chigi e Quirinale. La delega agli Affari europei andra’ ad interim al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Per il Pd l’indicazione dell’economista 82enne e’ “illegittima”. “Il governo va consapevolmente contro le leggi. Savona e’ incompatibile con la carica di presidente della Consob. E’ inaudito che M5S-Lega, in una logica ferrea spartizione di poltrone, scarichino sul Capo dello Stato la responsabilita’ di sottolineare le palesi incompatibilita’ di Savona. Il gruppo del Pd sta depositando interrogazione urgente al presidente Conte. Ci opporremo in tutti i modi a questa nomina illegittima”, sostiene il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci. “Era stato presentato come la carta vincente di questo governo. Pensate, doveva fare il ministro dell’Economia. Invece 7 mesi di nulla. Ora Paolo Savona potrebbe essere premiato con la presidenza Consob. Ruolo di garanzia, tecnico, che Salvini e Di Maio vogliono al proprio servizio. Per la legge, Savona non potrebbe avere l’incarico. Per ragioni d’eta’, perche’ e’ membro di un governo e perche’ fino a qualche mese fa ha lavorato per uno dei fondi finanziari vigilati dalla Consob(il fondo Euklid) – rileva il vicepresidente dem della Camera, Ettore Rosato -. Ma in questi mesi avete visto che Lega e M5s, per gli amici, sono pronti a tutto”.
“Sul caso Savona – perche’ di caso si tratta – ho l’impressione che delle due l’una: se non vale la Madia, vale la Frattini, e viceversa. L’incompatibilita’ resta evidente, gli azzeccagarbugli sono avvertiti”, dice il deputato Pd Filippo Sensi. “Ricordo, inoltre, che la 281/1985 (la legge che istituisce la Consob) definisce la ‘piena autonomia’ della Commissione e tra i criteri per la scelta dei suoi componenti esplicita quello della ‘indipendenza’. Come la mettiamo con le veline sull’accordo ‘politico’ su Savona?”. “Mi chiedo poi: il ministro Savona – che si dimise lo scorso maggio da direttore di Euklid Ltd e presidente del Fondo di investimento omonimo lussemburghese – e’ ancora azionista di Euklid? E in che percentuale? E, nel caso, questo sarebbe compatibile con suo incarico Consob?”.