SALVINI, ‘SMONTARE LA LEGGE FORNERO E’ UN IMPEGNO SACRO’
“Quello del conflitto di interessi è una vexata quaestio e queste interruzioni dimostrano che ciascuno ha il piccolo conflitto d’interesse da risolvere”. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, interviene in Aula alla Camera nel dibattito sulla fiducia, e bastano queste sue parole -quando tocca il tema del conflitto d’interessi- a scatenare la bagarre nell’emiciclo, con il presidente Roberto Fico costretto a richiamare alcuni parlamentari. “Sono stato frainteso – dice Conteriprendendo la parola – vedete, il conflitto d’interessi si annida anche nei condomini”, obiettivo del governo sarà fare in modo di “prevenirlo” così che “chi è chiamato a rivestire funzioni pubbliche sia invitato a sottrarsi a situazioni che ne minano l’operatività”.
A protestare contro Conte, scatenando la bagarre in Aula, è stato il Pd. Ci pensa Roberto Giachetti che costringe il presidente della Camera, Roberto Fico, a intervenire per richiamarlo all’ordine: ”Potrete parlare dopo, ora Conte deve continuare il suo discorso, poi ci sono le dichiarazioni di voto…”. Il discorso del premier viene interrotto la seconda volta dall’esponente Dem Emanuele Fiano, che urla: ”Questo è il Parlamento, si scusi!”. Fico torna a farsi sentire: ”Come indipendente devo far funzionare l’Aula e voi sapete benissimo cosa significa essere indipendente e terzo… Quando sarà il vostro turno, interverrete”. Conte riprende a parlare e prova a gettare acqua sul fuoco: ”Sono stato frainteso, non volevo accusare nessuno…”.
Dopo l’ok del Senato tocca oggi alla Camera il secondo e definitivo voto di fiducia del Parlamento al Governo Conte che da questa sera all’ora di cena sarà nella piena legittimità di esercizio di tutte le sue funzioni. La discussione generale – 45 deputati iscritti a parlare nei gruppi con interventi aperti da Vitiello Catello eletto nei Cinque Stelle ma iscritto al Maie perchè in campagna elettorale espulso dal Movimenti per sua iscrizione alla massoneria e con dulcis in fundo Vittorio Sgarbi, 456esimo iscritto invece a titolo personale – si è conclusa all’ora di pranzo. Nel primo pomeriggio, poco dopo le 15,30, ha preso la parola il premier Giuseppe Conte per la sua replica. Un paio d’ore dopo, concluse le dichiarazioni di voto dei gruppi, avrà inizio il voto di fiducia con chiama nominale. Fra le 19 e le 20 massimo, dunque, anche i numeri della maggiorana giallo-verde alla Camera saranno definitivamente quantificati. Fra gli iscritti a parlare in discussione generale, il solo segretario di partito che figura in elenco è il segretario del Pd Maurizio Martina a cui saranno riservati sei minuti di intervento.
Il neo ministro dell’Interno e segretario della Lega, Matteo Salvini, intervenendo a “Radio anch’io” su Radio 1 Rai, in merito alla Tunisia, ha sottolineato: “Con la Tunisia dobbiamo capire perche’ da paese democratico e senza guerra partono cosi’ tante persone verso l’Italia”. Salvini ha anche annunciato che incontrera’ “forse nel fine settimana il ministro dell’Interno della Tunisia”, Lofti Brahem. Il titolare del Viminale infine ha precisato: “Quando parlo di Tunisia non penso a tutto il popolo, ma piu’ della meta’ dei detenuti tunisini in Europa sono in Italia”.
Sulla legge Fornero “l’impegno e’ sacro ed e’ quello di smontarla pezzetto per pezzetto ripartendo da quota 100 e avendo l’obiettivo di tornare a quota 41 anni di contributi”. Cosi’ il ministro dell’Interno. Quanto ai tempi, Salvini ha osservato: “siamo al governo da appena 5 giorni…”. E sui rapporti con la Russia e la richiesta di ritirare le sanzioni, Salvini ha detto: “L’importante e’ che parta principio di buona collaborazione, buon vicinato”. Mosca, ha sottolineato il vice premier a Radio Anch’io, “e’ partner strategico”. “Non sono filo russo”, ha poi precisato, non sono tifoso e l’Italia rimane all’interno della “alleanze” stabilite.
“Questo non è un governo eletto dagli italiani, lei è il primo presidente del Consiglio che si presenta in Aula come garante di un programma di governo scritto da altri. Forza Italia voterà convintamente contro la fiducia. La nostra non sarà un’opposizione ideologica e preconcetta. Noi come opposizione non faremo sconti, ma saremo sempre in prima linea per difendere gli interessi del Paese”. Lo ha detto la capogruppo di Fi alla Camera, Maria Stella Gelmini nella sua ‘dichiarazione di voto’ durante il dibattito sulla fiducia al governo Conte. “La campagna elettorale -ha avvertito Gelmini- è finita, il tempo della propaganda, degli slogan, delle dirette su Facebook è finito”.