GOVERNO: DI MAIO ALLA LEGA, C’E’ UN CONTRATTO E VA RISPETTATO. REDDITO CITTADINANZA DA 2019, SE C’E’ CHI DUBITA E’ UN PROBLEMA
C’e’ un contratto di governo, che entrambi i contraenti devono rispettare. Intervistato dal Corriere della Sera, il vicepremier Di Maio manda questo messaggio all’alleato leghista all’indomani del botta e risposta sul reddito di cittadinanza Lega-M5s, dopo le parole del sottosegretario Giorgetti sulle ‘complicazioni attuative’, seguito da un incontro chiarificatore. E annuncia che il reddito sara’ operativo nei primi tre mesi del 2019. Ma, aggiunge, “se qualche membro del governo non crede in quello che stiamo facendo, allora e’ un rischio per i cittadini prima di tutto”.
“In manovra ci sono i soldi, c’è la ciccia”: nel corso di una diretta Facebook, il vicepremier Luigi Di Maio rassicura su reddito di cittadinanza, pensioni di cittadinanza e quota 100. “Chi dice che non ci sono i soldi sta dicendo bugie” puntualizza il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, spiegando che “le norme regolamentari non possono stare nella legge di bilancio e che dopo questa, magari a Natale o subito dopo, si fa un decreto con le norme per reddito e pensioni di cittadinanza e riforma della Fornero. Lo faremo con un decreto, non un ddl perché ci vorrebbe troppo e c’è emergenza povertà”. A esprimere perplessità sulla fattibilità del reddito di cittadinanza è però Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, confidando nell’ultimo libro di Bruno Vespa che la misura ha “complicazioni attuative non indifferenti. Se riuscirà a produrre posti di lavoro, bene. Altrimenti resterà un provvedimento fine a se stesso”. Replica all’esponente del Carroccio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Questa riforma del reddito di cittadinanza partirà l’anno prossimo – afferma il premier in conferenza stampa a Tunisi – Siamo ben consapevoli tutti che va fatta con molta attenzione: è la ragione per cui non è stata inserita adesso, teniamo a farla bene e con tutti i dettagli”.
“Finalmente anche al governo c’è chi inizia a sollevare dubbi sul reddito di cittadinanza. Le perplessità del sottosegretario Giorgetti sono quelle che avanziamo da tempo anche noi” dichiara il deputato di Forza Italia Claudio Pedrazzini. “La misura tanto cara ai 5 Stelle è un costosissimo salto nel buio: miliardi di euro vengono impiegati per un tentativo che neanche l’esecutivo sa come andrà. Nel frattempo che i grillini fanno esperimenti ai danni del Paese si perdono tempo e soldi preziosi per altri interventi davvero utili, come la riduzione delle tasse. Continuiamo a sperare in un ravvedimento operoso che porti, nel percorso della manovra, a trovare il modo per fermare questa follia”, conclude il deputato forzista. “Ciò che sta succedendo nel governo sul reddito di cittadinanza è il sintomo di una situazione ormai sfuggita di mano. Il sottosegretario leghista Giorgetti dice che è inutile e che non si farà, il premier Conte fa l’avvocato difensore dei Cinque Stelle, (altro che avvocato degli italiani!) e dice invece che si farà con attenzione, l’anno prossimo però. Di Maio tace e cerca di cambiare argomento, Salvini ride sotto i baffi. E’ il caos totale” afferma la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio.