Le forze armate nordcoreane hanno annunciato di essere pronte a prendere “le piu’ dure” contromisure contro gli Stati Uniti se continueranno con le provocazioni. “Le nostre controazioni piu’ dure contro gli Usa e i loro vassalli saranno prese senza alcuna pieta’, tali da non permettere all’aggressore di sopravvivere”, ha affermato un portavoce del Comando generale di Pyongyang in una dichiarazione all’agenzia ufficiale Kcna. Sempre piu’ alta la tensione China sospende da lunedi’ i voli Pechino-Pyongyang. Cina e Russia preoccupate. Pechino invita a “evitare escalation”. Mosca chiede “moderazione”. Sulla Siria e’ pronta a riattivare il memorandum di sicurezza con gli Usa. Fonti del governo afghano dicono intanto che la superbomba sganciata ieri sul distretto di Achin ha causato la morte di 82 militanti dell’Isis. Mentre il Site riporta che secondo il Califfato non ci sono state vittime.
Sale la tensione intorno alla Corea del Nord. Air China sospende i voli da Pechino a Pyongyang a partire da lunedi’. Il regime di Kim attacca gli Usa: “Trump peggio di Obama. Ha creato un circolo vizioso” di allarme intorno alle Coree, dice il viceministro degli Esteri Han Ryol alla Ap, mentre il mondo si preoccupa della possibilita’ di un nuovo test nucleare della Corea del Nord. In un’eventuale guerra con gli Stati Uniti “non ci possono essere vincitori”, dice Pechino, che invita a “evitare escalation” della tensione. Mosca chiede “moderazione” e fa sapere di essere pronta a riattivare il memorandum di sicurezza con gli Stati Uniti sulla Siria. Fonti del governo provinciale afghano dicono intanto che la superbomba sganciata ieri dagli Usa sul distretto di Achin ha causato la morte di 82 militanti dell’Isis.
Per il viceministro degli Esteri nordcoreano Han Song-ryol la politica di Donald Trump e’ “piu’ aggressiva” di quella di Barack Obama. “Abbiamo fatto un confronto con le precedenti amministrazioni americane e la conclusione e’ che questa e’ piu’ violenta e aggressiva” verso la Corea del Nord, ha aggiunto.
La Corea del Nord “non resterà con le braccia incrociate” in caso di un attacco preventivo americano, e “andrà in guerra” se gli Stati Uniti “lo sceglieranno”. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri nordcoreano Han Song Ryol in un’intervista all’Ap, rilanciata dai media internazionali, tra i quali Washington Post e Guardian, sostenendo che il prossimo test nucleare sarà condotto quando il quartier generale supremo nordcoreano lo riterrà più opportuno. Il viceministro ha poi accusato il presidente americano Donald Trump di aver creato un “circolo vizioso” di tensioni nella penisola coreana.
Gli Stati Uniti sarebbero pronti a lanciare un attacco con ordigni convenzionale sulla Corea del Nord qualora l’intelligence fosse certa che Pyongyang sia sul punto di effettuare un nuovo test nucleare. Lo riferiscono fonti dell’intelligence americana citata dalla Nbc. La Corea del Nord ha avvertito che un “grande evento” è vicino, e gli 007 statunitensi indicano un test nucleare potrebbe avvenire fin da questo fine settimana. E aggiungono che gli Stati Uniti hanno posizionato due caccia in grado di sparare missili da crociera Tomahawk nella regione, uno dei quali a soli 300 miglia dal sito di test nucleari nordcoreani. Pesanti bombardieri sono posizionati nell’isola di Guam pronti a un eventuale attacco, e all’inizio di questa settimana, il Pentagono ha annunciato che la portaerei gruppo d’attacco USS Carl Vinson è stata deviata verso la penisola coreana.
Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha ispezionato reparti delle forze speciali dell’esercito, la marina e l’aviazione, sottolineando il loro ruolo nel combattere contro Corea del Sud e Stati Uniti. Lo riferisce l’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna, rilanciata dall’agenzia stampa cinese Xinhua, mentre sale la tensione per un possibile nuovo test nucleare di Pyongyang al quale gli Stati uniti potrebbero rispondere militarmente. Le ispezioni, si legge, sono avvenute recentemente. Kim si è detto compiaciuto della piena preparazione dei reparti speciali in caso di guerra. Questi combattenti, ha detto, “sono come fiere tigri pronte a balzare oltre le montagne verso il sud”, ha detto il leader nordcoreano, sottolineando anche come le pallottole dei loro fucili “sembrano avere occhi” che le conducono dritte al bersaglio. Il successo delle ispezioni, “nel momento significativo” del prossimo 105esimo anniversario della nascita del fondatore del regime Kim Il Sung, ha detto suo nipote Kim, sono “un dono di lealtà”. La ricorrenza, che in Corea del Nord viene celebrata come “Festa del sole”, cade domani. Alcuni osservatori temono che possano essere ‘festeggiata’ con un nuovo test nucleare o missilistico.
Le Forze speciali dell’esercito nordcoreano, ricorda la Xinhua, sono forti di 100mila uomini, circa il 10% dell’intera forza militare. L’ispezione appare come un messaggio di possibili azioni di rappresaglia nello stile della guerriglia. In passato le forze speciali furono protagoniste di due infiltrazioni in Corea del Sud: l’attacco del 1968 a Seul contro la residenza presidenziale sudcoreana e lo sbarco di un sottomarino sulla costa sudcoreana nel settembre 1996. Nel primo caso fallì il tentativo di assassinare il presidente sudcoreano Park Chung-Hee e solo due dei 31 uomini dei reparti speciali sopravvissero. Nel secondo 26 combattenti delle forze speciali si infiltrarono in Corea del Sud, ma furono quasi tutti uccisi da militari americano o sudcoreani nell’arco di due mesi.
La Russia invita tutte le parti alla moderazione e si dice “molto preoccupata” per l’escalation della tensione con la Corea del Nord. In un briefing con i giornalisti, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto: “Mosca è profondamente preoccupata per l’escalation delle tensioni nella penisola coreana. Esortiamo tutte le parti a esercitare moderazione, avvertiamo i Paesi sul rischio di ogni passo che possa essere interpretato come una provocazione”. Peskov ha quindi ricordato che la Russia “ha avuto una posizione coerente sul dossier della non proliferazione e continua a mantenerla, restando una sostenitrice dei mezzi politici e diplomatici per la soluzione di tutte le crisi, inclusa quella nordcoreana”.
“Un conflitto potrebbe scoppiare in qualsiasi momento”. E’ l’avvertimento lanciato dal ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, mentre di ora in ora sale la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord. “Il dialogo è l’unica via”, ha ribadito Wang, parlando in una conferenza stampa a Pechino con il collega francese Jean-Marc Ayrault e sottolineando come “il vincitore non sarà chi dice le cose più forti o chi mostra di più i muscoli: se ci sarà una guerra, il risultato sarà una situazione in cui non ci sarà alcun vincitore”. “Abbiamo l’impressione – ha continuato Wang – che un conflitto potrebbe scoppiare in qualsiasi momento. Penso che tutte le parti coinvolte debbano essere molto vigili di fronte a questa situazione”.
“Chiediamo una pausa nelle provocazioni e nelle minacce prima che la situazione diventi troppo negativa per poter essere rovesciata – ha esortato ancora il capo della diplomazia di Pechino, parlando di “un clima potenzialmente pericoloso” – Chiunque crei problemi nella penisola si assumerà le proprie responsabilità e ne pagherà il prezzo alla storia”.
Air China ha annunciato la sospensione dei voli tra Pechino e Pyongyang a partire da lunedi’ prossimo. E’ quanto si legge sul sito web della compagnia aerea. La decisione arriva dopo la diffusione di notizie sulla attivita’ nel sito nucleare di Punggye-ri alla vigilia delle celebrazioni che si terranno domani a Pyongyang per l’anniversario della nascita del fondatore del Paese, Kim Il-Sung.
L’ultimo volo di ritorno dalla capitale nord-coreana e’ atterrato all’aeroporto di Pechino alle 18 di oggi, ora locale, ha confermato Air China, l’unico vettore cinese opera un regolare servizio verso il regime di Kim Jong-Un. L’annuncio arriva a poche ore dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, che ha spiegato che un conflitto in Corea del Nord puo’ scoppiare “in qualsiasi momento”. La tensione si e’ innalzata nelle recenti ore, segnate dalla pubblicazione di un rapporto dell’intelligence Usa secondo cui gli Stati Uniti sarebbero pronti a compiere un attacco preventivo nei confronti della Corea del Nord nel caso di un nuovo test nucleare, e dalle successive dichiarazioni all’Associated Press del vice ministro degli Esteri di Pyongyang, Han Song Ryol, secondo cui la Corea del Nord e’ pronta a scendere in guerra contro gli Stati Unti se Washington attacchera’ il Paese.