“Nel 2015 in Italia l’11,5% degli individui vive in condizioni di grave deprivazione. Il nostro Paese supera di 3,4 punti percentuali la media europea attestandosi al 9° posto tra i paesi con i valori più elevati”. E’ la fotografia scattata dall’Istat nell’indagine Noi Italia 2017. “In Italia la diseguaglianza, misurata in termini di concentrazione del reddito, è più elevata in Sicilia e più bassa nelle regioni del Nord-est. Nel confronto con i paesi dell’Ue, nella graduatoria in ordine decrescente riferita al 2015, l’indice di concentrazione colloca l’Italia al decimo posto (0,324) insieme al Regno Unito, con un valore poco più elevato di quello medio europeo (0,310)”, prosegue. Ma nel 2016 però la quota di persone soddisfatte per la propria situazione economica (50,5%) risulta in aumento per il terzo anno consecutivo; a crescere sono soprattutto coloro che si dichiarano “abbastanza soddisfatti”, dice ancora l’Istat annotando come il livello di soddisfazione per la situazione economica aumenta in tutte le ripartizioni ma come sia il Centro-Nord a registrare l’aumento più consistente sul 2015 (da 52,7% a 56,4% ).
La poverta’ assoluta in Italia nel 2015 coinvolgeva il 6,1% delle famiglie residenti (pari a 4 milioni 598 mila individui). E’ quanto risulta dal rapporto ‘Noi Italia’ dell’Istat. I valori sono stabili sul 2014 sia per l’incidenza di poverta’ assoluta sia per quella relativa. Rispetto al 2014 peggiorano soprattutto le condizioni delle famiglie con 4 componenti (dal 6,7% al 9,5%). Il 10,4% delle famiglie e’ relativamente povero (2 milioni 678 mila); le persone in poverta’ relativa sono 8 milioni 307 mila (13,7% della popolazione).
Nel 2015 in Italia l’11,5% degli individui vive in condizioni di grave deprivazione. Il nostro Paese supera di 3,4 punti percentuali la media europea attestandosi al nono posto tra i paesi con i valori piu’ elevati L’indicatore di grave deprivazione materiale . sottolinea l’Istat, fornisce una misura importante nell’ambito dell’analisi dell’esclusione sociale: insieme a quelli di rischio di poverta’ e bassa intensita’ del lavoro contribuisce a fornire la stima delle persone a rischio poverta’ o esclusione sociale. Nel 2015 la grave deprivazione diminuisce tra i single, soprattutto se anziani, e tra gli individui che vivono in famiglie con almeno un anziano. Ancora grave la condizione degli individui che vivono in coppie con tre o piu’ figli. Per quanto riguarda la diseguaglianza, misurata in termini di concentrazione del reddito, e’ piu’ elevata in Sicilia e piu’ bassa nelle regioni del Nord-est. Nel confronto con i paesi dell’Ue, nella graduatoria in ordine decrescente riferita al 2015, l’indice di concentrazione colloca l’Italia al decimo posto (0,324) insieme al Regno Unito, con un valore poco piu’ elevato di quello medio europeo (0,310).
Per le famiglie in condizioni di disagio arriva un aiuto che non sara’ solo economico ma piu’ ampio e finalizzato all’uscita dalla poverta’. Il reddito di inclusione previsto dalla delega approvata a marzo e per il quale il Governo sta lavorando ai decreti attuativi dovrebbe partire dopo l’estate. Ecco in sintesi a chi sara’ diretto e quali saranno i requisiti per ottenerlo.
PLATEA: 400.000 FAMIGLIE PER 1,8 MLN PERSONE. Si parte delle famiglie con figli minori, disabili, donne in gravidanza e over 55 disoccupati in condizioni di disagio. Per l’accesso sara’ importante il reddito disponibile (si considerera’ la parte reddituale dell’Isee). Questo permettera’ di tenere conto delle famiglie che pagano l’affitto. Potranno accedere al beneficio anche alcuni proprietari di prima casa in poverta’ mentre ci sono limiti al possesso di beni immobili diversi dalla prima casa.
ISEE INFERIORE A 6.000 EURO: la soglia per ottenere il beneficio sara’ indicata nei decreti attuativi ma non dovrebbe essere inferiore a 6.000 euro, quindi superiore a quella usata per il Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) in vigore ora.
FINO A 485 EURO AL MESE: l’importo dell’aiuto dovrebbe corrispondere al massimo a quello dell’assegno sociale per gli over 65,7 senza reddito (5.824 euro l’anno). L’importo dipendera’ dal numero dei componenti della famiglia e dalla situazione familiare e reddituale. Per evitare che sia un disincentivo alla ricerca di lavoro l’assegno viene dato almeno in parte e per un periodo anche dopo un eventuale incremento di reddito.
PROGETTO AMPIO CHE INCLUDE ANCHE IL LAVORO E L’EDUCAZIONE: il Rei sara’ assegnato solo con l’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa.
QUASI 4 MLD PER IL 2017-18: le risorse stanziate per il piano sono di 1,18 miliardi per il 2017 e di 1,7 miliardi per il 2018.