PYONGYANG, SUCCESSO TEST NUOVO MISSILE’SIAMO STATO NUCLEARE’
La Corea del Nord ha dichiarato ufficialmente di essere “uno Stato nucleare”. L’annuncio, attraverso i media statali, dopo l’ultimo test di missile balistico intercontinentale effettuato nella notte. Pyongyang ha definito “un successo storico” il lancio del nuovo missile, chiamato Hwasong-15, capace di raggiungere “tutti gli Usa”. Trump: “Ce ne occuperemo”. L’ intelligence sudcoreana non esclude che la Corea del Nord effettui il settimo test. Trump ha chiesto al presidente cinese Xi di ‘convincere Pyongyang a porre fine alle sue provocazioni’ e ha annunciato nuove sanzioni. Pechino si dice pronta a spingere verso una soluzione con mezzi pacifici. In serata riunione del Consiglio di sicurezza Onu.
“Adesso siamo una potenza nucleare. Abbiamo un missile in grado di colpire tutto il territorio degli Stati Uniti”. La minaccia coreana non è mai stata così concreta dopo l’ultimo test di ieri sera e dopo l’annuncio trionfante del dittatore Kim Jong-un.La Corea del Nord ha dichiarato di aver testato con successo un nuovo potente missile balistico intercontinentale (ICBM) che ha messo tutti gli Stati Uniti continentali nel suo raggio d’azione. Pyongyang afferma di aver così raggiunto il suo obiettivo di diventare una potenza nucleare. La Corea del Nord ha fatto sapere che il nuovo missile ha raggiunto un’altitudine di circa 4.475 km (2780 miglia) e ha volato per 950 km (600 miglia) durante i suoi 53 minuti di volo.(
La tv di stato coreana ha lanciato la notizia con toni trionfalistici: “Dopo aver assistito al lancio del nuovo tipo ICBM Hwasong-15, Kim Jong Un ha dichiarato con orgoglio che ora abbiamo finalmente realizzato la grande causa storica del completamento della forza nucleare statale”. Nella dichiarazione, la Corea del Nord si autodefiniva “potenza nucleare responsabile”, affermando che le sue armi strategiche erano state sviluppate per difendersi dagli “imperialisti statunitensi”, la politica di ricatto nucleare e la minaccia nucleare”.
Telefonata fra Donald Trump e il premier giapponese Shinzo Abe per discutere l’ultimo lancio di un missile balistico intercontinentale da parte di Pyongyang. “I due leader hanno concordato che le azioni provocatorie del regime nordcoreano stanno minando la sua sicurezza e isolandolo ulteriormente dalla comunita’ internazionale”, rende noto la Casa Bianca. Trump e Abe “hanno ribadito il loro impegno a combattere la minaccia nordcoreana”.
Il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, ha condannato con durezza il test balistico effettuato dalla Corea del Nord nella mattinata di oggi, durante una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza Onu convocata dalla presidenza di turno italiana. Moon ha puntualizzato che Seul e i suoi alleati erano gia’ informati dell’intenzione di Pyongyang di rivolgere loro una nuova provocazione. Moon ha esortato il regime nordcoreano a smettere di compiere “scelte sconsiderate”, e sedere al tavolo del dialogo. La Corea del Sud, gli Stati Uniti e la comunita’ internazionale continueranno ad imporre le sanzioni alla Corea del Nord sino a quando quest’ultima non avra’ rinunciato alle proprie ambizioni di potenza nucleare, ha detto il presidente. Il ministero degli Esteri sudcoreano ha diffuso un comunicato in risposta al test balistico, avvertendo che da simili provocazioni la Corea del Nord ricavera’ soltanto “isolamento diplomatico e difficolta’ economiche”.
Il missile balistico intercontinentale lanciato dalla Corea del Nord avrebbe potuto raggiungere Washington, la capitale Usa: ne sono convinti alcuni esperti contattati dai media Usa. Tra loro David Writght, co-direttore del programma per la sicurezza globale della Union of Concerned Scientists. Se il missile, questo il suo ragionamento, avesse volato su una traiettoria standard disegnata per massimizzare il suo raggio d’azione, avrebbe avuto una gittata di oltre 8.100 miglia: “significativamente piu’ lunga dei precedenti missili a lungo raggio testai dalla Corea del nord, che hanno volato su traiettorie a parabola per 37 e 47 minuti. Un missile del genere avrebbe avuto un raggio piu’ che sufficiente per raggiungere Washington”, che dista 6850 miglia da Pyongyang. Il razzo ha viaggiato per circa 620 miglia e ha raggiunto una altezza di circa 2800 miglia viaggiando per 54 minuti. Anche Markus Schiller, un ingegnere aerospaziale tedesco specializzato in missili, non esclude che quello lanciato da Pyongyang avrebbe potuto arrivare sulla capitale Usa ma ammonisce che i nordcoreani sembrano essere ancora nella fase di prova piuttosto che in quella operativa: “forse possono colpire Washington, ma non possono combattere una guerra con questo”.
La Corea del Nord rivendica come un “successo” il lancio di un nuovo tipo di missile balistico intercontinentale avvenuto ieri in grado di raggiungere “l’intero territorio statunitense”. Il missile lanciato da Pyongyang e’ uno Hwasong-15, secondo quanto dichiarato dai media statali nord-coreani, e rappresenta un avanzamento tecnologico rispetto al modello conosciuto finora, lo Hwasong-14, in grado di colpire “l’intero territorio statunitense”. Il missile lanciato da Pyongyang ha volato per 53 minuti e ha terminato la corsa nelle acque del Mare del Giappone, riaprendo dopo 75 gionri di pausa, il capitolo delle provocazioni missilistiche di Pyongyang. Le voci su un possibile lancio di un missile balistico intercontinentale si rincorrevano da settimane. Gia’ all’indomani del sesto test nucleare di Pyongyang del 3 settembre scorso, il piu’ potente mai condotto finor per la prima volta con una bomba H all’idrogeno, fonti dell’intelligence di Seul avevano ventilato la possibilita’ che il regime di Kim Jong-un potesse lanciare un nuovo missile a lungo raggio, dopo i due lanci del 4 e del 28 luglio scorsi. L’ultimo avvertimento sull’avanzamento tecnologico di Pyongyang risale a ieri, quando il Ministero dell’Unificazione di Seul aveva annunciato che la Corea del Nord potrebbe completare entro i prossimi dodici mesi il suo programma nucleare. Gia’ prima dell’annuncio della Corea del Nord, dai primi rilevamenti compiuti da Stati Uniti e Corea del Sud era apparso che il missile lanciato nella notte rappresentasse un avanzamento nelle tecnologie di Pyongyang, come ha sottolineato nel corso del Consiglio di Sicurezza Nazionale sud-coreano tenutosi nelle prime ore del mattino di oggi, il presidente sud-coreano, Moon Jae-in. Il parere di Moon e’ condiviso anche dal segretario alla Difesa degli Stati Uniti, James Mattis. L’altezza raggiunta dal vettore di Pyongyang “e’ francamente piu’ alta di qualsiasi altro lancio compiuto finora”, ha detto Mattis. Secondo i rilevamenti del Ministero della Difesa di Tokyo, il missile lanciato da Pyongyang ha raggiunto un’altezza superiore ai 4.500 chilometri, ma altre stime la danno ancora piu’ elevata, prima di finire nel Mare del Giappone. Il primo lancio di un Icbm da parte del regime di Pyongyang risale al 4 luglio scorso. Pyongyang aveva annunciato il lancio di uno Hwasong-14, che ha raggiunto un altezza di 2.802 chilometri, compiendo una traiettoria di 933 chilometri, e rimanendo in volo per 37 minuti. Il secondo lancio risale al 28 luglio scorso. Il missile lanciato da Pyongyang ha raggiunto un’altezza di 3.500 km ed e’ stato rimasto in volo per circa 45 minuti, coprendo una distanza di oltre mille chilometri. Se fosse stato lanciato a un’angolatura standard, secondo gli esperti, avrebbe potuto coprire una distanza di diecimila chilometri, raggiungendo quindi gli Stati Uniti continentali. Ai lanci di luglio, sono seguiti anche i lanci di due missili balistici a raggio intermedio, il 29 agosto e il 15 settembre scorso, che hanno sorvolato lo spazio aereo dell’isola giapponese di Hokkaido, facendo suonare le sirene di allarme, prima di terminare la corsa nell’Oceano Pacifico settentrionale.