FONDO RISPARMIATORI BANCHE, LSU PALERMO. OK COMMISSIONE, TESTO IN AULA. ENTRA ANCHE MILLEPROROGHE LIGHT
Fondo risparmiatori banche venete e 4 banche in risoluzione, ma si dovra’ comprovare il danno subito per accedere al ristoro. Bonus bebe’ per sempre ma in versione ‘light’ a partire dal 2019. E soluzione definitiva per la vicenda degli ex Lsu di Palermo. Sono alcune delle principali novita’ alla manovra. C’e’ inoltre l’ok a 10 milioni per il 2018 e 50 milioni a decorrere dal 2019 per la trasformazione e la stipula di contratti a tempo indeterminato di ricercatori e tecnologi, informano le ministre Madia e Fedeli, e oltre 2.000 assunzioni nella ricerca dal 2019.
C’e’ stato bisogno della classica maratona notturna per arrivare al via libera della V commissione alla legge di bilancio, l’ultima della legislatura per i senatori. Questa mattina la manovra approda in aula e tra stasera o al massimo domattina e’ attesa la richiesta della fiducia da parte del governo dove dovrebbe essere votata domani pomeriggio. La legge passera’ alla Camera la settimana prossima dove verra’ modificata in alcuni capitoli, come ad esempio la web tax e gli enti locali per poi tornare blindata a Palazzo Madama. L’obiettivo e’ giungere al via libera finale tra il 21 e il 22 dicembre. Tra le misure approvate nella notte il bonus bebe’, il milleproroghe con il divieto di incrocio giornali e tv e altre piccole misure come la nascita del Parco unico del Po tra Veneto ed Emilia Romagna e un concorso per stabilizzare i collaboratori scolastici ex Lsu di Palermo. Poi sono state sbloccate delle risorse per assumere dal 2019 circa duemila persone negli enti di ricerca. È passato anche l’emendamento di Santini (Pd), poi riformulato dal relatore, che istituisce un fondo da 50 milioni in due anni per rimborsare i risparmiatori che hanno subito un danno finanziario “ingiusto” riconosciuto con sentenza passata in giudicato nell’ambito della vicenda delle 4 banche in risoluzione e delle venete.
E’ stato approvato l’emendamento al disegno di legge di Bilancio 2018 in favore degli enti di ricerca che intendono avvalersi delle disposizioni della ”legge Madia” per il superamento del precariato. Lo annunciano con soddisfazione la ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia e la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. La disposizione consentirà la stabilizzazione di 2.170 ricercatori e tecnologi tra il 2018 e il 2019 in possesso dei requisiti. Tenendo conto dei costi medi annuali, infatti, le risorse messe a disposizione dell’emendamento con un ”cofinanziamento” per almeno il 50% da parte degli enti che assumono, consentono la trasformazione di circa 420 unità di ricercatori e tecnologi nel 2018 e nel 2019 potranno essere assunte ulteriori 1.750 unità. Complessivamente, quindi si potranno assumere fino a 2.170 unità (420 nel 2018 + 1750 nel 2019), tenendo comunque conto che già la norma Madia consente l’assunzione a tutti quegli enti che già dispongono di risorse stabili. L’emendamento mette a disposizione 10 milioni di euro per l’anno 2018 e 50 milioni di euro a decorrere dal 2019, per la trasformazione e stipula di contratti a tempo indeterminato di ricercatori e tecnologi che si trovino nelle condizioni previste dai due commi dell’art. 20 della Legge Madia (rispettivamente, contratti a tempo determinato e contratti flessibili). Lo stesso emendamento dispone specificamente a favore di un percorso di stabilizzazione da parte del CREA (vigilato dal MIPAAF). Si tratta in questo caso di 500 unità di personale di tutti i profili (ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi) di cui 411 precari i cui contratti potranno essere trasformati a tempo indeterminato e 89 precari che potranno partecipare alla riserva di posti da bandire nel triennio 2018-2020.
“Approvato il nostro emendamento per la stabilizzazione dei ricercatori precari del Crea. Dopo anni di attesa, il passo giusto. Una battaglia vinta. Investiamo sul capitale umano e sulla ricerca in agricoltura”. Così su twitter il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, sulla modifica alla manovra approvata in commissione Bilancio al Senato.