‘PRONTA MINI-TESTATA ATOMICA’. TRUMP: BASTA O FUOCO E FURIA. PYONGYANG, SCIOCCHEZZE MINACCE TRUMP, PIANO PER GUAM VA AVANTI. MATTIS, BASTA MINACCE O FINE REGIME
Sale la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord. Piongyang ha definito “un mucchio di sciocchezze” le minacce lanciate ieri del capo del Pentagono, James Mattis, che aveva invitato la Corea del Nord a smettere di minacciare altrimenti si sarebbe passati alla “fine del suo regime” e alla “distruzione della sua gente”. “Solo la forza assoluta” puo’ funzionare con qualcuno “privo di ragione” come Trump, la replica delle Forze Armate coreane che hanno fatto sapere che completera’ il piano per attaccare le acque vicine a Guam per meta’ agosto.
Secondo l’intelligence Usa i nordcoreani sono riusciti a produrre una mini testata nucleare in grado di essere montata sui missili di Kim. E Trump avverte: se continueranno con l’escalation della minaccia atomica la nostra risposta sara’ fuoco e furia. McCain lo critica: non aiuta se poi non puo’ fare quello che dice. Appello contro il nucleare da Nagasaki, colpita dalla bomba esattamente 72 anni fa.
La Corea del Nord ha dichiarato oggi che il presidente americano Donald Trump è “fuori di testa” e capisce solo la forza. “Un dialogo sensato non è possibile con un tipo come lui, fuori di testa, con cui funziona solo la forza assoluta”, ha detto il generale Kim Rak Gyom, citato dall’agenzia di stampa nordcoreana Kcna, poche ore dopo il monito lanciato dal presidente americano al leader Kim Jong-un.
Secondo l’agenzia di stampa, l’esercito nordcoreano sta mettendo a punto per la metà di agosto un piano per un attacco all’isola di Guam, territorio statunitense nell’arcipelago delle Marianne, nel Pacifico occidentale, con quattro missili che dovranno sorvolare il Giappone. Il piano sarà presentato a Kim Jong-Un per la sua approvazione, ha aggiunto l’agenzia, e rappresenterà un “monito importante agli Stati Uniti”. L’isola di Guam è un avamposto cruciale per le forze americane lungo la rotta asiatica: sono circa 6.000 i soldati presenti sull’isola (su 162.000 abitanti), attivi nella base aerea per i bombardieri pesanti americani.
In una sorta di guerra – per ora – solo di dichiarazioni retoriche a chi la spara piu’ grossa, dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di colpire la Corea del Nord con “fiamme ed una furia che il mondo non ha mai visto prima”, in seguito alla notizia che Pyongyang, secondo l’intelligence americana, e’ gia’ in grado di colpire tutti gli Usa con un missile balistico intercontinentale armato con un testata atomica, il regime del dittatore Kim Jong-un, rilancia e ha fatto sapere attraverso l’agenzia ufficiale Kcna di star valutando di colpire con um missile a raggio intermedio la base Andersen della Us Air Force che ha sede nell’isola di Guam, nel Pacifico a soli 3.400 km da Pyongyang. Base Andersen che ospita, tra gli altri, il 36esimo stormo aereo formato dai bombardieri strategici B-52, antiquati ma ancora letali, i piu’ moderni B-1B Lancers, che hanno sorvolato la penisola coreana dopo il lancio dei due missili balistici intercontinentali Hwasong-14, il 4 ed il 28 luglio, in grado di colpire tutti gli Usa ad oltre 10.000 km di distanza.
Non solo. Nella base Anderson in gran segretezza vengono spesso schierati i letali bombardieri stealth (invisibili ai radar) B2 Spirith, di cui esistono solo 20 esemplari (ognuno e’ costato 2 miliardi di dollari ed il 21esimo si schianto’ a terra proprio a Guam) l’arma ideale per l’attacco preventivo Usa ipotizzato, extrema ratio, dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale, il generale H. R. McMaster. In particolare Pyongyang, riferisce l’agenzia ufficilae Kcna, afferma che “sta al momento esaminando con attenzione i piani operativi per avvolgere in una palla di fuoco l’area di Guam con un missile balistico a medio raggio Hwasong-12 (meno potente dell’Icbm Hwasong-14 testato a luglio, ndr)”. Il piano sara’ finalizzato “e posto in atto con azioni simultanee (lanci multipli apparentemente, ndr) e consecutivi in qualsiasi momento una volta che Kim Jong Un, (anche) comandante supremo delle forze nucleari nordcoreane, lo ordinera”, conclude l’agenzia. Se nella sua, finora lucida follia riccattoria, il dittatore nordcoreano dovesse effettivamente attaccare la base Usa di Guam, gli Usa si troverebbero di nuovo in guerra con Pyongyang dopo la fine del conflitto del 1953, 64 anni fa. Gli Usa hanno pero’ la capacita’, grazie ai satelliti spia, di accertare in tempo le fasi di preparazione al lancio dei missili nordcoreani, neutralizzandoli prima che si stacchino da terra, o intercettandoli in volo con la batterie Thaad in Corea del Sud e i cacciatorpdedinieri e gli incrociatori lanciamissili dotati del sistema di difesa Aegis, in grado di scoprire, tracciare ed intercettare con i missili a bordo, ogni vettore nordcoreano. Ma si spera che la retorica del “tintinnar di sciabole” di entrambe le parti si sgonfi prima di trasformarsi in un realta’ apocalittica. Sara’ sempre la Cina, l’unico alleato, sempre piu’ riluttante di Pyongyang, a poter e dover tenere a freno il novello ‘Dr Stranamore’ nordcoreano.
Il governatore di Guam, Eddie Calvo, ha affermato di non temere le minacce della Corea del Nord di colpire con missili balistici la base americana sull’isola del Pacifico. Calvo ha detto che Guam, territorio americano, e’ comunque “pronta a ogni eventualita’” e in un messaggio televisivo ha usato toni tranquillizzanti: “Voglio rassicurare la popolazione che non c’e’ alcuna minaccia attuale alla nostra isola ne’ alle vicine Marianne. Ho parlato al capo del comando regionale delle Marianne, il contrammiraglio Shoshana Chatfield, che me lo ha confermato”, ha detto Calvo. Nel capoluogo di Guam, Hagatna, non vi e’ alcun segno di tensione e la gente si mostra tranquilla con tocco di fatalismo: “Non e’ che ci sia molto che possiamo fare. E’ una piccola isola, non c’e’ dove scappare”, ha detto un isolano, James Cruz. La delegata di Guam al Congresso, Madeleine Bordallo, ha definito “molto preoccupanti” le capacita’ nucleari della Corea del Nord ma si e’ detta fiduciosa che l’isola sia sicura e protetta.
