Dopo 68 giorni e 73 conferenze stampa il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha annunciato la fine dell’appuntamento diventato un punto di riferimento per gli italiani e inaugurato il 23 febbraio scorso, a due giorni dalla scoperta del primo caso di coronavirus a Codogno. ”Come avete potuto vedere dai numeri ci avviamo in una nuova fase dell’evoluzione dell’emergenza e quindi abbiamo deciso di interrompere qui la conferenza stampa che era diventata bisettimanale – ha detto Borrelli – Non mancheremo di fornire aggiornamenti quotidiani”.
Una fase nuova sì ma non la fine dell’emergenza, ha voluto sottolineare il capo della Protezione civile, che non si è detto comunque preoccupato per quanto accadrà dal 4 maggio. “C’è bisogno di un grande senso civico da parte dei nostri connazionali, bisognerà muoversi in caso di esigenze e soprattutto rispettare le regole del distanziamento tra le persone – ha sottolineato – Se tutti noi ci atterremo alle regole ed eviteremo occasioni di affollamento riusciremo a governare la situazione”. Ricordando il bilancio di questo periodo per quanto riguarda l’impegno del servizio nazionale di Protezione civile Borrelli ha sottolineato che dopo la dichiarazione dello Stato di emergenza i volontari hanno lavorato per oltre 720mila giornate uomo. Tra vari i ringraziamenti e un “abbraccio ai familiari delle vittime e ai nostri sanitari che hanno lottato contro questa guerra al coronavirus”, Borrelli ha riservato una parola al governo. “Ringrazio il presidente Conte e i ministri perché sono stati presenti e hanno diretto la gestione dell’emergenza facendoci sentire la loro costante presenza nelle nostre attività, collaborando quindi e dirigendo le nostre attività in ogni fase dell’emergenza”, ha detto. Infine, facendo un bilancio dei due mesi trascorsi, ha sottolineato: ”Sicuramente abbiamo vissuto un’esperienza mai vista nel nostro paese e anche io nei miei 18 anni di Protezione civile non avevo mai affrontato un’emergenza così intensa e anche crescente nella dimensione”.