Scatta la nuova stretta anticoronavirus e tutto il Paese diventa zona rossa. Sara’ in vigore fino al 25 marzo prossimo il nuovo provvedimento illustrato ieri sera dal premier Conte: attivi soltanto i servizi essenziali: stop a bar, pub e ristoranti; restano aperti tra gli altri benzinai, tabaccai ed edicole. “Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con piu’ calore domani”, ha detto il presidente del Consiglio. Ieri duemila i nuovi contagi registrati in Italia. Il governo stanzia intanto fino a 25 miliardi per l’emergenza.
Scatta il ‘blocco totale’ degli esercizi al dettaglio e delle imprese di servizio su tutto il territorio nazionale, con esclusione dei servizi e dei beni di prima necessita’. Lo annuncia il premier Giuseppe Conte nel corso di una diretta tv. “Solo pochi giorni fa vi ho chiesto di rispettare misure che rappresentavano un primo passo, che ero consapevole non sarebbe stato l’ultimo. Ora, questo e’ il momento di compiere un passo in piu’. L’Italia rimarra’ sempre una zona unica. Ma ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attivita’ commerciali di vendita al dettaglio a eccezione dei negozi di beni di prima necessita’, delle farmacie e delle parafarmacie. Chiudiamo negozi, bar, pub, ristoranti. Chiudono parrucchieri, centri estetici e servizi di mensa. Per le attivita’ produttive va incentivato il piu’ possibile il lavoro agile, incentivate le ferie e i permessi. Le fabbriche potranno continuare a svolgere attivita’ produttive a condizione che assumano protocolli di sicurezza che evitino il contagio. Resta garantito lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali, tra cui i trasporti”. Il nuovo commissario che si affianchera’ al capo della protezione civile Borrelli sull’emergenza coronavirus sara’ l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri.
“Dobbiamo limitare gli spostamenti. E’ importante essere consapevoli che l’effetto di questo grande sforzo potremo vederlo nelle prossime settimane. Dovremo attendere un paio di settimane”. Lo ha affermato il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, nel corso di un un videomessaggio su Facebook.
“Non c’è bisogno di fare le corse per acquistare generi alimentari”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciando la chiusura di tutte le attività commerciali da domani. Sono esclusi infatti i negozi che vendono generi alimentari, di prima necessità, farmacie e parafarmacie. “Nominero’ un commissario che avra’ ampi poteri di deroga e lavorera’ per rafforzare la distribuzione” di strumenti sanitari. “Potra’ impiantare nuovi stabilimenti. La persona sara’ il dottor Domenico Arcuri”, annuncia Conte.
“Chiudiamo negozi, pub, bar, ristoranti, lasciando i servizi a domicilio. Chiudono i parrucchieri, i centri estetici, i servizi mense che non garantiscono la distanza di sicurezza”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciando la chiusura di tutte le attività commerciali da domani, a esclusione dei negozi che vendono generi alimentari, di prima necessità, farmacie e parafarmacie. “Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo piu’ in fretta da questa emergenza. Serve la responsabilita’ di ciascuno per tutta la durata di questa emergenza. Siamo tutti parte di una comunita’”. “Se saremo tutti a rispettare queste regole usciremo piu’ in fretta dall’emergenza. Il Paese ha bisogno di responsabilita’, ha bisogno di ognuno di noi, di 60 milioni di italiani che quotidianamente compiono piccoli e grandi sacrifici. Siamo tuti parte di una medesima comunita’ e tutti insieme ce la faremo”. “Per avere un riscontro effettivo di queste misure dovremo attendere un paio di settimane. Se i numeri dovessero continuare a crescere, cosa nient’affatto improbabile, non significa che dovremo affrettarci a nuove misure. Non dobbiamo fare una corsa cieca verso il baratro. Dobbiamo essere lucidi, responsabili, misurati”.
“Chiudono i servizi di mensa che non garantiscono la distanza di un metro di sicurezza. Restano chiusi i reparti aziendali non indispensabili per la produzione: le industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attivita’ produttive a condizione che assumano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio. Si incentiva la regolazione di turni di lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili”, ha annunciato il premier Giuseppe Conte.
Domenco Arcuri e’ il nuovo commissario commissario delegato per potenziare la risposta delle strutture sanitarie nell’ambito dell’emergenza coronavirus. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una diretta Facebook. Arcuri “avra’ pieni poteri di deroga e lavorera’ per rafforzare la distribuzione di attrezzature per la terapia intensiva”. Classe 1963, il manager calabrese alla guida di Invitalia e’ stato dal 2007 il responsabile dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprieta’ del Mef. Arcuri ha studiato economia all’universita’ Luiss di Roma e ha iniziato a lavorare all’Iri. Nel 1992 e’ andato in Pars, joint venture Arthur Andersen e Gec, di cui e’ stato Amministratore delegato e nel 2001 e’ stato partner responsabile italiano “Telco, Media e Technology” di Arthur Andersen. Nel 2004 ha poi ricoperto lo stesso ruolo in Deloitte consulting e in seguito e’ passato appunto in Invitalia dove ha elaborato e realizzato, tra l’altro, il piano di riorganizzazione e rilancio dell’azienda, che oggi gestisce tutte le misure agevolative per le imprese, compresi i nuovi incentivi Smart&Start Italia e il Fondo Italia Venture I per le startup innovative. Il neocommissario collabora anche con vari atenei (Bocconi, Federico II e Luiss) ed e’ editorialista su diversi quotidiani nazionali con articoli sullo sviluppo del Mezzogiorno. Il commissario, prosegue Conte, “avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare la produzione e la distribuzione di attrezzature di terapia intensiva e sub intensiva e avrà il potere di impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e per sopperire alle carenze sin qui riscontrate”. Arcuri, amministratore delegato di Invitalia “si avvarrà di questa struttura già consolidata, esperta e si coordinerà con il dottor Borrelli e con la struttura della protezione civile”.
VEDIAMO, NEL DETTAGLIO, GLI ESERCIZI CHE RESTANO APERTI E QUELLI CHE RESTANO CHIUSI:
“Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità”. E’ quanto si legge all’articolo uno, punto uno del Dpcm firmato questa sera dal premier Conte. L’articolo uno ‘misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale’ fa riferimento all’allegato 1 per individuare le attività che non sono sospese. “1)Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività. Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.
Di seguito le attività esclude dal blocco inserite nell’allegato 1: ipermercati; supermercati; discount di alimentari; minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari; commercio al dettaglio di prodotti surgelati; commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici; commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2); commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati; commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4); commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico; commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari; commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione; commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici; farmacie; commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica; commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati; commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale; commercio al dettaglio di piccoli animali domestici; commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia; commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento; commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini; commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet; commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione; commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono; commercio effettuato per mezzo di distributori automatici.