Il governatore Fontana chiede lo stop a trasporto pubblico, uffici e negozi tranne i settori alimentare, energetico, rifiuti e farmaceutico: “I dodici sindaci lombardi la pensano come me”. Zaia dal Veneto: “Il blocco integrale e’ meglio di un’agonia che dura mesi”. Gallera: “Cerchiamo nuovi spazi in alberghi e fiere”. Il governo sta valutando la richiesta, domattina Cdm.
Dalle Regioni del Nord, Lombardia e Veneto su tutte, e’ arrivato un nuovo appello per un’ennesima stretta: “chiudete tutto per 15 giorni”. I governatori vogliono che restino in funzione solo i servizi essenziali mentre negozi (ad eccezione di quelli di generi alimentari, farmacie e parafarmacie) e attivita’ produttive vengano chiuse subito. “E’ il tempo della fermezza – sono le parole, chiarissime, di Fontana – Bisogna chiudere tutto adesso per ripartire il prima possibile. Le mezze misure non servono”. Parole subito raccolte da Matteo Salvini. “Sto con i governatori e i sindaci che chiedono misure ferme, certe, sicure – dice il leader della Lega – Salvo i servizi essenziali, e’ necessario chiudere tutto subito”. Richieste alle quali l’esecutivo non dice no, ma prende tempo. “Vi assicuro che il Governo continuera’ a rimanere disponibile e risoluto ad adottare tutte le misure necessarie a contrastare con il massimo rigore la diffusione del contagio”, ha detto Conte ai leader dell’opposizione ricordando pero’ la necessita’ di valutare tutti gli interessi in gioco.
Il governo si prepara a chiedere un ulteriore aumento del deficit per far fronte all’impatto dell’emergenza coronavirus che ha ormai una portata nazionale. Domani mattina il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare la Relazione con la richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici di bilancio, aggiornata con un nuovo target di indebitamento netto, superiore al 2,5% concordato con la Ue nei giorni scorsi. L’obiettivo e’ di alzare il rapporto deficit/Pil almeno fino al 2,8%, se non portarlo al 2,9%, mantenendosi sotto la soglia invalicabile del 3%. Un ulteriore margine che dovrebbe consentire di liberare, nella migliore delle ipotesi (molto dipendera’ dall’esito del confronto con Bruxelles), risorse aggiuntive fino allo 0,4% del Pil, ovvero altri 7 miliardi circa. Tale dote andrebbe ad aggiungersi ai 6,3 miliardi di deficit aggiuntivo gia’ annunciati e porterebbe l’entita’ della manovra anti-virus a oltre 13 miliardi. Una parte di questi fondi, circa 10 miliardi, serviranno a finanziare il decreto legge con le nuove misure a sostegno di imprese e famiglie, mentre il resto potrebbe essere utilizzato in un secondo tempo. Il governo chiedera’ pero’ un unico via libera delle Camere domani. E proprio l’intenzione di finanziare in disavanzo tali interventi rende necessario il ricorso alla procedura straordinaria prevista dall’articolo 81 della Costituzione con il voto a maggioranza assoluta dei componenti delle due Camere. Prima dell’approdo della Relazione e delle relative risoluzioni nelle Aule dei due rami del Parlamento, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sara’ ascoltato, in videoconferenza, dalle commissioni Bilancio di Camera e Senato. L’Aula di Palazzo Madama discutera’ dalle 15 la Relazione e, dopo gli interventi del relatore e del rappresentante del governo, si passera’ direttamente alle dichiarazioni di voto, sulle proposte di risoluzione. L’esame di Montecitorio partira’ invece alle 16 e il voto e’ previsto per le 17,30. Una volta incassato il via libera del Parlamento il governo potra’ varare, entro la settimana, il nuovo decreto legge.
Nel pacchetto di misure e’ prevista la sospensione dei pagamenti di tasse, bollette, ritenute e contributi. Il Mef, in collaborazione con la Banca d’Italia, lavora poi a una moratoria sulle rate dei mutui a famiglie e imprese, sotto l’ombrello di una parziale garanzia pubblica per sostenere il sistema bancario. Al Tesoro si studiano inoltre meccanismi di indennizzo da garantire a tutti i settori dell’economia colpiti. Per la sola zona rossa si era ipotizzato per le imprese un ristoro del 100% delle perdita subita rispetto all’esercizio precedente in presenza di un calo del fatturato stimato di almeno il 25-30% ma, visto che il blocco delle attivita’ interessa ora tutto il Paese, considerando le risorse disponibili, e compatibilmente con la gestione dell’emergenza sanitaria che cresce, l’indennizzo potrebbe essere solo parziale. Allo stesso tempo si punta a rafforzare il Fondo di garanzia per il credito alle imprese e il sistema degli ammortizzatori sociali per garantire copertura anche ai lavoratori che non ne beneficiano. Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha annunciato che saranno stanziati 2 miliardi circa per la cassa integrazione in deroga da destinare a tutti i settori non coperti. E ci sara’ anche la possibilita’ di usare, in deroga al limite massimo e con procedura semplificata, la cassa integrazione ordinaria mentre la Cigs verra’ interrotta e le aziende per due mesi potranno utilizzare la cassa ordinaria. Previsto inoltre un rafforzamento del fondo di integrazione salariale, con una dote di 500 milioni, a cui potranno accedere anche le aziende da 5 a 15 dipendenti. Si studiano poi norme per gli stagionali del turismo e lavora per estendere la moratoria per i versamenti dei contributi previdenziali anche ai lavoratori autonomi. Un altro capitolo importante del decreto riguarda le misure a favore delle famiglie che devono fronteggiare la chiusura della scuola. “Il congedo parentale sara’ previsto per tutti i lavoratori, sia dipendenti sia autonomi, e in alternativa si potra’ utilizzare il cosiddetto voucher baby sitter”, ha annunciato Catalfo. In particolare, per il congedo si prevede una forma speciale che potra’ durare dai 12 ai 15 giorni, allungato fino ai 12 anni di eta’ del bambino e per le famiglie con disabili senza limiti di eta’ del figlio e con un’indennita’ che verra’ parametrata alla retribuzione. Per quanto riguarda, invece, i voucher baby-sitter, il ministro punta a incrementare il bonus per il personale infermieristico. Inoltre con la ministra della Famiglia Elena Bonetti si sta studiando la possibilita’ di inserire un bonus per le famiglie che assistono anziani non autosufficienti.