Fa paura e ha innescato le proteste di migliaia di commercianti che lavorano sul suolo pubblico in tutte le citta’ italiane. Con echi in molte capitali europee. Fruttivendoli, fiorai, gestori delle bancarelle a rotazione degli ambulanti. Tutti contro la temuta direttiva Bolkestein. Ecco di cosa si tratta, come funziona e perche’ fa cosi’ paura agli ambulanti.
CHE COSA E’ E COSA PREVEDE. La direttiva Bolkestein prende nome dall’ex commissario per la Concorrenza e il mercato interno, l’olandese Frits Bolkestein, a Bruxelles quando a capo della Commissione europea c’era Romano Prodi. E’ un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 e riguarda il libero mercato dei servizi. E’ stata recepita dal Governo italiano nel 2010 (presidente del Consiglio Silvio Berlusconi). Entro maggio 2017 (ma un articolo del decreto Milleproproghe ha fissato il nuovo termine al 31 maggio 2018) gli Stati membri devono rimettere a bando le concessioni rilasciate negli anni dagli enti locali, dando la possibilita’ di aprire un’attivita’ commerciale su un’area pubblica a tutti i cittadini europei, senza limite di nazionalita’, in un qualunque Paese dell’area Ue. Secondo il parere della Commissione europea, infnell’ambito dei servizi e’ ben lontana dallo sfruttare in pieno le potenzialita’ di crescita economica. La direttiva Bolkestein ha l’obiettivo di facilitare la circolazione di servizi all’interno dell’Unione, perche’ i servizi rappresentano il 70% dell’occupazione in Europa e la loro liberalizzazione, a detta di numerosi economisti, aumenterebbe l’occupazione e il Pil dell’Unione europea.
COME FUNZIONA. Semplifica le procedure amministrative e burocratiche per esercitare temporaneamente un’attivita’ all’interno di un Paese Ue e mira a evitare le discriminazioni basate sulla nazionalita’. Ovvero: un venditore ambulante tedesco che vuole trasferirsi temporaneamente in Italia deve avere gli stessi diritti di un ambulante italiano che presta i suoi servizi a casa sua. E viceversa. Per raggiungere questi obiettivi propone la creazione di sportelli unici dove i prestatori di servizi possano portare a termine tutte le formalita’ necessarie, espletare le procedure anche via internet evitando requisiti burocratici ‘inutili’, autorizzazioni discriminatorie e discriminazioni basate sulla nazionalita’. In virtu’ dell’articolo 12 della direttiva, gli ambulanti italiani parteciperanno ai bandi per il rinnovo delle licenze insieme, almeno in via teorica, ai ‘colleghi’ di tutta Europa.