Da qui al marzo 2017 tre gruppi di lavoro italiani per tre proposte all’ Europa, una sulla crescita. ‘E vediamo se Merkel e Hollande avranno voglia di ascoltarle’. L’ annuncio arriva dal premier Renzi parlando di un grande evento di rilancio Ue nel marzo dell’ anno prossimo. Renzi si dice convinto che ‘l’ Italia, specie se le riforme passano, puo’ avere la forza di cambiare questo continente’. Spiega anche che sulle pensioni le misure ci saranno e non dipendono dalla trattativa con Bruxelles. Ieri il via libera al Def: il deficit salira’ al 2,4%, l’ anno prossimo sara’ al 2%; per il pil prevista una crescita dell’ 1% nel 2017; il rapporto deficit-pil sara’ del 2% e l’ Italia chiedera’ all’ Ue un margine dello 0,4% per sisma e immigrazione.
L’Italia arrivera’ alle celebrazioni per i sessanta anni dei Trattati di Roma con tre proposte alla Unione Europea, sviluppate da tre diversi gruppi di lavoro. E’ quanto ha spiegato Matteo Renzi, nel corso della presentazione del piano industriale di Ferrovie dello Stato Italiane 2017-2026. “Da qui a marzo 2017 ci saranno tre gruppi di lavoro italiano per tre proposte: una sulla crescita, in cui si parlera’ di infrastrutture”, sono state le parole del premier.
“Il tema infrastrutture e’ ‘il’ tema, a cui la commissione europea ha cercato i dare una risposta col piano Juncker, positiva ma parziale, e su cui si giochera’ la credibilita’ delle proposte del grande evento del marzo 2017 a Roma di rilancio Ue. Se fai politica solo per parlar male dell’altro non cambi le cose, dunque abbiamo il dovere in Europa di presentare delle proposte. Una di queste e’ proprio la crescita e di come le infrastrutture possono rilanciare la crescita. Dire all’Europa che bisogna cambiare direzione e fare investimenti”, dice il premier Matteo Renzi alla presentazione del piano industriale di Ferrovie. “Il tema delle infrastrutture e’ ‘il’ tema, noi non siamo quelli che si lamentano soltanto, abbiamo il dovere in Europa di presentare proposte: ci saranno tre gruppi di lavoro in Europa che presenteranno proposte”.
RENZI ribadisce che “i soldi per Amatrice è evidente che stanno fuori dalle regole europee. Con che faccia diciamo agli italiani che non mettiamo i soldi per mettere a posto le scuole perché Bruxelles non vuole? Se io dicessi una cosa del genere sarei preso in giro e aiuterei tutti quelli che odiano l’Europa, i populisti e i demagoghi. I soldi per l’immigrazione siano fuori dal patto di stabilità” dopo “che ci hanno lasciati soli a gestire” il fenomeno.