Via libera da parte di Palazzo Madama al DECRETONE che contiene reddito di cittadinanza e quota 100. Il testo, che ora passa alla Camera, è stato approvato con 149 voti favorevoli, 110 contrari e 4 astenuti. Momenti di forte tensione in aula, in particolare durante le dichiarazioni di voto di Matteo Renzi a nome del Pd, di Annamaria Bernini a nome di Forza Italia e di Paola Taverna per il gruppo M5S. La presidente Elisabetta Alberti Casellati ha sospeso la seduta perché i senatori di Forza Italia indossavano dei gilet azzurri con la scritta “Sì lavoro, no bugie”, mentre stava intervenendo la capogruppo Bernini. “Il folklore non appartiene all’aula del Senato ma soltanto alle piazze. E’ una vergona” ha detto la presidente del Senato sospendendo i lavori dell’aula.
“Voi vi siete recati a Bruxelles, caro ministro Di Maio, con l’atteggiamento ‘Denim’ dell’uomo che non deve chiedere mai, che si trappa la camicia, come quelli che dicono: siamo qui solo per portare a casa dei risultati – ha detto la Bernini nel suo intervento – In realtà vi siete sbagliati, non siete andati a Bruxelles, siete tornati a Canossa! E purtroppo avete portato a casa un pessimo risultato per l’Italia. Questo provvedimento che avete descritto a tutti come l’abolizione della povertà, come un momento di felicità per il Paese, si è rivelato una promessa mancata. Ma gli italiani si stanno già svegliando dall’anestesia delle parole vuote, dalla propaganda e dagli slogan, si stanno svegliando dal letargo, dal torpore, dall’illusione della povertà abolita da Vespa. La povertà si abolisce con il lavoro”. Parole durissime anche da parte dell’ex premier Matteo Renzi: “Questo decreto-legge segna la fine dell’innocenza del governo giallo-verde rispetto alla campagna elettorale” e “un clamoroso atto di masochismo di fronte alla crisi economica che stiamo per vivere”.
“Sveliamo un segreto – aggiunge Renzi rivolgendosi alla maggioranza – lo avete anche voi Draghi. Ma quello che manca oggi non è il presidente della Banca centrale europea, che c’è, è una politica di sviluppo. Il problema non è che non c’è Draghi, il problema è che c’è Toninelli. Non è che non c’è Draghi, è che c’è Di Maio”. “Chi dice a me che devo essere impiccato – continua l’ex segretario del Pd facendo riferimento alle parole del senatore M5S Dario Giarrusso alla Zanzara – provoca una reazione nel Gruppo del Partito democratico, per cui il presidente Marcucci chiede a me di intervenire a nome del Gruppo. Chi dici a me che devo essere impiccato non fa paura al Gruppo del Partito democratico, ma con quel linguaggio crea una situazione di disagio al Paese. Quando il ministro dello Sviluppo economico va dai gilet gialli, dalla frangia più militare e golpista, spaventa gli investitori internazionali. Voi non fate paura a noi, state facendo paura agli italiani. Cambiate strada prima che sia tardi”. “Finalmente votando Quota 100 superiamo la legge Fornero, proprio come avevamo promesso in campagna elettorale” rivendica invece il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, che poi punzecchia il Pd e Renzi: “Ci chiediamo perché coloro che ci attaccano adesso sul tema del reddito di cittadinanza, quando lo Stato e i governi passati spendevano cinque miliardi per gli immigrati – si potrebbe definire reddito di ‘migranza’ – non protestavano e andava bene a tutti. Quando si spendevano 10 miliardi di euro all’anno per regalare 80 euro a chi il lavoro ce l’ha già, questo veniva considerato un colpo di genio dell’allora premier Matteo Renzi. Se invece spendiamo sette miliardi per aiutare i nostri poveri e i nostri disabili si scatena contro tutto il mondo. Lasciamo scrivere i libri ad altri e noi pensiamo a scrivere una pagina importante della recente storia d’Italia”.
Per i pentastellati, infine, la senatrice Paola Taverna evidenzia come sia finito il tempo del “Le faremo sapere”, “Un lavoro? Di questi tempi non lo trovi neanche a pagarlo oro”. “È finito anche il tempo dei buoni consigli dispensati dall’ex ministro del lavoro: ‘Vai a farti una partita di calcetto, forse incontri qualcuno che il lavoro te lo offre’ (Giuliano Poletti, ndr)”. “Non gli è bastato distruggere lo Stato sociale creando un abisso tra ricchi e poveri. No, adesso a quegli stessi poveri, figli delle loro politiche, questi signori hanno addirittura deciso di dichiarare guerra. La sinistra, la sinistra. Ma dov’è la sinistra? Avete rinnegato anche voi stessi pur di contrastare il reddito di cittadinanza” sottolinea ancora l’esponente del Movimento, interrotta e contestata più volte nel suo intervento dai senatori dell’opposizione, anche con l’esposizione di cartelli.