“Le priorità del nostro programma economico sono due: spingere l’occupazione con investimenti ad alto moltiplicatore da una parte e ridurre il debito pubblico dall’altra, macigno che pesa soprattutto sulle giovani generazioni. Due obiettivi che vogliamo portare avanti in parallelo attraverso un mix intelligente di maggiori investimenti produttivi e di taglio agli sprechi nella spesa pubblica. In questo modo pensiamo di poter ridurre il rapporto debito/Pil di 40 punti percentuali nel corso di due legislature. Non prevediamo assolutamente spesa in più. È vero il contrario e cioè che vogliamo tagliare la spesa pubblica improduttiva nella quale si annidano gli sprechi”. Così il candidato premier M5S Luigi Di Maio in una lettera alla Stampa.
E sulla questione pensioni che lo ha visto contrapposto a Matteo Salvini, aggiunge: “Ci tengo a sottolineare che non c’è assolutamente nessun taglio alle pensioni anzi è esattamente l’opposto perché vogliamo aumentare le pensioni e tagliare solo quelle che superano i 5 mila euro netti e che non hanno versato i contributi”.
L’obiettivo è arrivare “da soli” a governare, in quanto “già oggi siamo la prima forza politica del Paese”, “ma se così non dovesse essere, non lasceremo il Paese nel caos e non rimarremo nell’angolo, ci assumeremo la responsabilità di fare un governo”. Così il candidato premier del M5S Luigi Di Maio in un’intervista al Resto del Carlino-il Giorno sulle prossime elezioni. “La sera del voto proporremo a tutte le forze politiche un tavolo per un’intesa sui programmi alla luce del sole: significa che chi ci sosterrà lo farà sulla base delle nostro proposte per il Paese, senza inciuci e scambi di poltrone”, spiega.
“Gli imprenditori chiedono prima di tutto di essere lasciati in pace e di produrre lavoro per questo Paese”. Lo ha detto il candidato a premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, a Isera Di Rovereto, una tappe del suo tour elettorale oggi in Trentino. “Bisogna eliminare – ha proseguito – un po’ di leggi che bloccano le azioni d’impresa, bisogna eliminare una serie di inutili adempimenti e scartoffie e bisogna metterli nella condizione di assumere senza dovere pagare a un dipendente uno stipendio lordo che e’ il doppio della media europea”.