Beatrice Lorenzin, ministro della Salute e leader di Civica Popolare, ha annullato la conferenza stampa nel corso della quale avrebbe dovuto presentare il nuovo simbolo della sua formazione politica, Civica Popolare. Nelle ultime ore c’era stata una polemica per il possibile utilizzo del simbolo della Margherita che sarebbe stato scelto dalla lista Civica Popolare. Simbolo che sara’ presentato martedi’ prossimo. E al suo interno, sembra confermato, ci sara’ anche una margherita, che e’ nel logo di uno dei cinque soggetti che danno vita al nuovo partito.
Nel simbolo ci saranno i riferimenti al logo dei cinque soggetti promotori: Ap, Centristi per l’Europa, Italia e’ Popolare, Idv e Democrazia solidale di Lorenzo Dellai. Proprio questi porta in dote il simbolo dell’Unione per il Trentino, con una margherita che ha una storia ventennale, visto che nasce nel 1998 con una lista Civica Margherita, a cui si ispirera’ il partito di Rutelli nel 2001. Ma le due margherite sono diverse (quella di Delllai, usata in Trentino, ha meno petali di quella di Rutelli) , e lo stesso Dellai ha ribadito di voler usare proprio la sua nel simbolo del nuovo partito, dato che “non puo’ confondersi” con quella di Rutelli.
LA POLEMICA – Il possibile ritorno della Margherita complica la vita al Pd. Il simbolo floreale doveva essere scelto come simbolo della lista Civica Popolare, capitanata da Beatrice Lorenzin e Lorenzo Dellai e apparentata con i dem alle prossime elezioni. Ma il niet della ‘vecchia’ Margherita, confluita nel Pd all’epoca della sua fondazione, fa traballare la possibile alleanza, con l’ex leader che avvisa, in un post su Facebook, che il Partito Democratico “si troverebbe corresponsabile di un abuso politico grave se ammettesse, con la propria coalizione, che il grande e generoso contributo dato dalla Margherita venga utilizzato contro la volontà inequivocabilmente espressa dalla Margherita”. Già prima della fine dell’anno garanti e liquidatori del vecchio partito avevano diffidato i centristi dall’utilizzo del simbolo. Oggi è sceso in campo Rutelli, per ribadire che “nessuno può impadronirsi del simbolo di un importante partito politico contro la volontà di chi ha il mandato indiscutibile a tutelarlo. Sarebbe come svegliarsi la mattina e decidere di presentare alle elezioni il marchio del PCI, o di Forza Italia”.Sul piano formale e giuridico, dice il leader di quell’esperienza politica, “non c’è una parola da aggiungere alla diffida presentata dagli avvocati Morganti e Grassi, che difendono gli interessi della Margherita-DL”. E insiste: “L’operazione – dice ancora Rutelli – è stata presentata in modo avventato (e autolesionistico): ‘Rinasce la Margherita’; ecco la ‘Margherita 2.0’. Mi auguro che molti dei promotori non mi pongano nelle condizioni di riferire in pubblico le precise circostanze in cui, da diverse settimane, ho spiegato loro che la richiesta di sfruttare il simbolo della Margherita era sbagliata politicamente e impossibile sul piano giuridico”.Da Civica Popolare Dellai però frena: “Le preoccupazioni di alcuni amici sono infondate, noi non abbiamo mai pensato di utilizzare lo stesso simbolo della Margherita – assicura – Alla presentazione del simbolo sarà sciolto ogni equivoco”. I centristi, più che al fiore rutelliano, guardano a quello sfruttato in passato dallo stesso Dellai per le elezioni trentine dalla lista ‘Libertà è Democrazia – La Margherita’. Una “furbizia di bassa lega”, viene giudicato da Rutelli “il tentativo di utilizzare l’esperienza provinciale della Margherita trentina. Ottima esperienza, ma strettamente locale: il simbolo nazionale Margherita è tutelato dalla presentazione in elezioni politiche, e non utilizzabile da altri”. “La storia evolve – insiste Rutelli – se si ha un nuovo progetto politico, ben venga. Ma con le proprie gambe, e con un proprio simbolo”.