Di Maio tranquillizza intanto i mercati e l’Ue: flat tax e reddito cittadinanza non sono alternativi e nessuno vuole sfasciare i conti.
E’ il capitolo pensioni uno dei nodi ancora da sciogliere sul tavolo di palazzo Chigi. “Sulla quota 100 – ripete da giorni Salvini – saremo rispettosi degli impegni presi con gli italiani. Potremo cosi’ mandare in pensione chi ne ha diritto e dare posti di lavoro ai giovani”. Ma su questo punto servono dai 7 agli 8 miliardi. Una cifra che andra’ trovata, sostiene il vicepremier. E occorrera’ trovare i soldi anche per gli altri punti del programma, a partire da flat tax e reddito di cittadinanza. Sulla manovra sono arrivati i messaggi rassicuranti di Di Maio e Salvini. Per entrambi il deficit deve essere sotto la soglia del 3%, ma sia per i pentastellati che per i leghisti si deve andare sopra il 2% mentre quel tetto, a sentire fonti parlamentari della maggioranza, resta invalicabile per il ministro dell’Economia Tria.
Lega e M5s dicono no ad una sfida con l’Europa ma allo stesso tempo ribadiscono che il faro deve essere l’esigenza dei cittadini non le agenzie di rating. Due le parole chiavi: crescita e coraggio. Le ripetono entrambi i vicepremier. La legge di bilancio “rassicurera’ i mercati e le famiglie”, il ‘refrain’. “La nostra sara’ una manovra nel segno della crescita nella stabilita’”, assicura il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. I punti principali della manovra restano reddito di cittadinanza, superamento della Fornero, flat tax, pace fiscale, semplificazione burocratica. Ma e’ ancora caccia alle coperture con Salvini che per esempio non e’ disposto a fare marcia indietro soprattutto sul capitolo pensioni. “Quali saranno i parametri economici lo stiamo discutendo adesso e lo stiamo definendo in queste riunioni che ci permettono di fare un gioco di squadra in cui tutti vogliono arrivare a un obiettivo: cambiare l’Italia”, dice Di Maio. Ed ancora: “Non sfidiamo l’Europa e non sfasciamo i conti pubblici. Il reddito cittadinanza e flat tax non sono alternativi”. Anche da Salvini arrivano segnali rassicuranti all’Europa. “Modello Aquarius anche per i conti pubblici”, sottolinea il ministro per l’Interno. La convinzione del segretario della Lega e’ che sara’ piu’ facile cambiare i parametri di Bruxelles dopo le Europee. “Sbagliato fare una guerra ora, tanto – rimarca un esponente del Carroccio – l’ondata populista arrivera’ anche li'”.