Il ministro israeliano dell’istruzione Bennett ha deciso di sospendere tutte le operazioni con l’Unesco dopo che l’organizzazione dell’Onu ha approvato ieri una risoluzione secondo al quale Monte del Tempio, ossia la Spianata delle Moschee, e’ luogo santo solo per i musulmani. Immediato l’intervento della direttrice generale dell’Unesco Bokova che corregge il tiro: il patrimonio di Gerusalemme ‘e’ indivisibile e ogni sua comunita’ ha diritto all’esplicito riconoscimento della sua storia e del suo legame con la citta”.
La Commissione nazionale israeliana per l’Unesco ha deciso di interrompere la cooperazione con l’agenzia delle Nazioni Unite per protestare contro la sua risoluzione su Gerusalemme, che respinge i legami del popolo ebraico al Monte del Tempio. Lo ha affermato Naftali Bennett, ministro dell’Istruzione israeliano e presidente della Commissione. “A seguito della decisione vergognosa presa dai membri dell’Unesco che nega la storia e ignora migliaia di anni di legami ebraici con Gerusalemme e con il Monte del Tempio, ho comunicato alla Commissione Nazionale d’Israele per l’Unesco di sospendere tutte le attivita’ professionali con l’organizzazione internazionale” ha detto Bennett in un lettera al direttore generale dell’Unesco Irina Bokova. Bennett ha anche detto che la decisione dell’Unesco “fornisce supporto immediato al terrorismo islamico”. Il Comitato Esecutivo dell’Unesco ieri ha votato a favore della risoluzione, che riconosce Gerusalemme citta’ santa per i musulmani, i cristiani e gli ebrei, ma il Monte del Tempio un luogo sacro per i musulmani. La risoluzione, che e’ stata proposta da Palestina insieme con Libano, Egitto, Algeria, Marocco, Oman, Qatar e Sudan, e’ stata approvata da 24 membri dell’organizzazione su 58, tra cui la Russia. Ventisei Paesi si sono astenuti dal voto, mentre solo sei Paesi hanno votato contro.
La direttrice generale dell’UNESCO, Irina Bokova, prende le distanze dal voto di una commissione della sua stessa organizzazione che ha approvato una risoluzione nella quale vengono negati i legami ebraici di alcuni luoghi santi di Gerusalemme. “L’eredità di Gerusalemme è indivisibile – chiarisce in una nota diffusa dopo che Israele ha annunciato la sospensione della cooperazione con l’UNESCO – ed ognuna delle sue comunità ha diritto ad un riconoscimento esplicito della sua storia e del suo rapporto con la città”. “Negare, nascondere o cancellare qualsiasi tradizione ebraica, cristiana o musulmana indebolisce l’integrità del sito e contraddice le ragioni che hanno giustificato la sua iscrizione nella lista del Patrimonio universale dell’UNESCO“, ha continuato, sottolineando che le divisioni interne all’organizzazione “dedicata al dialogo ed alla pace ci impediscono di portare a termine la nostra missione”.