“L’esperienza storica delle maggiori economie del mondo dimostra che ridurre le tasse fa bene non soltanto all’economia, ma anche ai conti dello Stato. Solo la sinistra in Italia non lo ha ancora capito. Un esempio classico è quello degli Stati Uniti: negli anni ’60 Kennedy e poi di nuovo negli anni ’80 Reagan vararono un grande piano di riduzione delle imposte e in entrambi i casi le entrate dello Stato, invece di diminuire, nel giro di alcuni anni aumentarono del 30% netto”. Lo dice, in una lunga intervista al Mattino, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, a proposito della sua proposta di introdurre la flat tax.
A chi gli domanda perché, pur avendo governato a lungo, non l’abbia attuata prima, “chiedetelo a certi nostri ministri e ai nostri alleati di allora, che ce lo hanno impedito”, ribatte l’ex premier. Sui migranti, “io mi guardo bene dal criminalizzare gli stranieri – dice – anche quelli che sono entrati e vivono da clandestini nel nostro Paese. Ma qualunque persona responsabile si rende conto che 600.000 persone, l’equivalente di una città come Palermo o Genova, che vivono ai margini della società, di elemosina o di piccola criminalità, sono una bomba sociale pronta ad esplodere. E il dramma colpisce soprattutto gli italiani più deboli”.
Berlusconi assicura poi che il centrodestra guarda al Ppe e che la Lega è “consapevole di questa realtà”. “Io non ho ritrovato ora un rapporto con la signora Merkel – precisa l’ex premier – al contrario, abbiamo avuto sempre relazioni corrette e cordiali, ispirate a rispetto, stima e amicizia. Con lei condividiamo i valori cristiani e la visione liberale e moderata che è propria della grande famiglia del Partito popolare europeo”. “A queste idee e a questi valori – assicura Berlusconi – sarà ispirata la nostra azione di governo se, come sono certo, il centrodestra vincerà le elezioni e Forza Italia avrà un ruolo trainante dal punto di vista politico. La Lega e’ un partito responsabile e consapevole di questa realtà, e noi rispettiamo i suoi valori e il suo apporto”. Il leader di FI assicura che “Salvini non è così bellicoso come viene dipinto”, e torna sulla questione del premier per ribadire che l’indicazione spetterà a chi avrà piu’ voti: “E’ un criterio che ho indicato io per primo e che sosterremo lealmente”. Quanto al nome prescelto per Forza Italia, “mi piacerebbe molto un premier donna, ma purtroppo non è ancora emersa la figura con le caratteristiche adatte. Sarà dunque un uomo di straordinaria autorevolezza ed esperienza, in Italia e all’estero. Certo non un neofita, ma l’esperienza che conta non è solo quella politica”.