“E’ vero che questo non è il tempo della rottamazione, come dice Calenda è bella l’immagine della costruzione.Ma sappiamo che se non ci fosse stata la fase della rottamazione oggi il ceto politico sarebbe quello del passato. Non dobbiamo tornare a schemi del passato. Se c’è un disegno politico non originale e non inedito è restaurazione di quelli che c’erano prima e non la permetteremo”. Così il segretario Pd Matteo Renzi a un evento Pd a Milano per a candidatura di Giorgio Gori alla regione Lombardia.
“Non credete a chi dice che e’ finito il tempo della politica e c’e’ spazio solo per i tecnici. Se si vogliono cambiare le cose c’e’ bisogno dell’impegno politico. Senza le competenze sbatti contro il muro. Se non le hai non vai da nessuna parte”, ha detto Renzi a Milano. “Vorrei che il Pd fosse capace di smuovere casa per casa ciascuno dei cittadini – ha aggiunto – parlando con tutti e non solo a una fetta della popolazione”. “Se non ci fosse stato un momento in cui tanti hanno avuto la forza di dire rottamazione, il ceto politico sarebbe lo stesso di allora”, ha rivendicato il segretario del Pd. “In tante persone che stanno altrove da noi c’e’ la restaurazione di quelli che c’erano prima”, ha poi denunciato.
“Non credete a chi dice che è finito il tempo della politica e c’è spazio solo per i tecnici. Se si vogliono cambiare le cose c’è bisogno dell’impegno politico. Senza le competenze sbatti contro il muro. Se non le hai non vai da nessuna parte”, dice il segretario del Pd. “Vorrei che il Pd fosse capace di smuovere casa per casa ciascuno dei cittadini – ha aggiunto – parlando con tutti e non solo a una fetta della popolazione”. Per il segretario Pd “non siamo come gli altri perché abbiamo la competenza. Noi ora siamo al bivio e dobbiamo dire che il futuro è una sfida affascinante”. Quindi per Renzi “dobbiamo farci carico delle paure e delle preoccupazioni. Ma il punto è che nel futuro vogliamo starci da protagonisti e andare dove non siamo mai stati”.
Il segretario dl Pd Matteo Renzi fa un accenno ai sondaggi che danno in svantaggio il centrosinistra rispetto al centrodestra e ai 5 stelle e ironizza: “Gli editorialisti hanno gia’ votato, ma c’e’ un piccolo particolare, i cittadini ancora no. E come voteranno dipendera’ da noi, dobbiamo far prevalere la speranza alle ragioni del rancore”. “C’e’ bisogno di vincere noi – dice – e di scollarsi di dosso la paura, scendere in campo con il coltello tra i denti dicendo che siamo orgogliosi di quanto fatto e di quanto faremo. E siamo orgogliosi dei nostri candidati”.
E sul calndidato alla presidenza della Regione Lombardia ha detto: “Voglio dare un messaggio agli avversari del centro destra: occhio a sottovalutare Giorgio Gori. Lo avete fatto a Bergamo e avete visto come andata a finire”. “Prima di conoscerla di persona – racconta – per me Giorgio Gori, era quello di Fininvest, piu’ ci scrivemmo una mail e ci incontriamo. Mi disse ‘vorrei restituire qualcosa al mio paese’. Mi sono detto ‘questo sembra bravo, ha metodo e stile. Quindi iniziammo a lavorare insieme suscitando il panico, dicevano ‘vedete che Renzi e’ berlusconiano’. Invece Gori e’ molto piu’ di sinistra di me. Nel lavoro fatto insieme in lui ho scoperto grande caparbieta’ e capacita’”. “Abbiamo avversari difficili – conclude – perche’ chi gioca sulla paura, gioca su un sentimento piu’ facile”.
Infine si è rivolto al ministro Calenda, presente in sala: “Calenda aveva pregiudizi verso di me, pensando che fossi quello che veniva solo a rottamare, io avevo pregiudizi verso di lui pensando fosse il fighetto di Confindustria”. Renzi ha ricordato l’episodio in Mozambico, quando “mandai Calenda a mediare nela giungla tra due fazioni, e lui ci andò, in motocicletta! Poi mi mandò un messaggio, ‘sono ancora vivo'”. Quanto alla rottamazione, Renzi ha rivendicato: “Se non ci fosse stato chi ha avuto il coraggio di dire rottamazione, oggi il ceto politico sarebbe ancora lo stesso. Se c’è un disegno politico non inedito e non originale in altre persone lontane da noi, quello è la restaurazione e noi non lo permetteremo”.