La storica leader Radicale e fondatrice del partito +Europa, Emma Bonino, è stata ricoverata in terapia intensiva presso l’ospedale Santo Spirito di Roma in seguito a un malore. La diagnosi preliminare è stata di insufficienza respiratoria. Emma Bonino, avrebbe passato “una notte tranquilla. Oggi ci saranno ulteriori accertamenti” all’ospedale San Filippo Neri di Roma. Dopo il ricovero in codice rosso al Santo Spirito, attualmente si trova ancora al reparto Stroke Unit del San Filippo. È quanto si apprende da fonti di +Europa.
Il ricovero arriva in un momento delicato per la salute di Bonino, che nel 2023 aveva annunciato la conclusione vittoriosa delle cure contro un aggressivo tumore al polmone (microcitoma polmonare) diagnosticatole nel 2015. Già nell’ottobre 2024 era stata ricoverata per problemi respiratori.
La notizia del ricovero ha suscitato immediate reazioni di vicinanza nel mondo politico, che riconosce in Emma Bonino un patrimonio culturale di spessore. Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, ha scritto sui social: “Emma Bonino è un patrimonio della nostra cultura politica e abbiamo bisogno di lei. Le siamo tutti vicini perché conosciamo la sua grande forza.”
La Bonino è da decenni una delle donne italiane più note e rispettate a livello internazionale per la sua coerenza “pannelliana” e per le sue battaglie storiche e spesso “radicali”. Diritti Civili: Campagne per la liberalizzazione dell’aborto e per la liberalizzazione delle droghe leggere. Impegno contro la pena di morte, per la lotta contro la fame nel mondo (celebre il suo digiuno per l’Africa) e per la difesa dei diritti delle donne africane. È stata deputata, europarlamentare, Presidente del Partito Radicale, Ministro per il Commercio Internazionale e Vicepresidente del Senato.
Nota per il suo laicismo aperto, Bonino aveva ricevuto a sorpresa la visita di Papa Francesco, suo storico amico, lo scorso 5 novembre dopo il precedente ricovero, a testimonianza di un dialogo interlaico apprezzato anche in ambienti religiosi progressisti.