BONAFEDE FRENA LA LEGA SUI FONDI, ‘RISPETTARE LE SENTENZE’. SALVINI CHIEDE INCONTRO A MATTARELLA. ANM, NON EVOCHI COLLE
Il ministro della Giustizia Bonafede frena la Lega sul caso del sequestro dei fondi fino a 49 milioni chiesto dalla Cassazione: ‘Tutti devono potersi difendere fino all’ultimo grado di giudizio. Poi, pero’, le sentenze vanno rispettate, senza evocare scenari che sembrano appartenere piu’ alla Seconda Repubblica’. Salvini conferma la richiesta di incontro a Matt4arella: ‘Andro’ a parlargli del fatto che la Lega sarebbe il primo partito in Europa messo fuori legge con una sentenza non definitiva per eventuali errori commessi da qualcuno piu’ di dieci anni fa con cui io non c’entro nulla’. Resta la tensione con l’Anm. ‘I magistrati non adottano provvedimenti che costituiscono attacco alla democrazia o alla Costituzione ne’ perseguono fini politici. Evocare un possibile intervento del capo dello Stato nella vicenda risulta essere fuori dal perimetro costituzionale’.
“Stara’ a Mattarella decidere se c’e’ in ballo la liberta’ di espressione, la democrazia o e’ tutto normale. Non sono io che decido. Noi mettiamo nelle mani del presidente Mattarella, della sua saggezza e del suo equilibrio, il fatto che in Italia si possa lavorare. Io adesso torno nel mio ufficio, dove con tutti i miei difetti e i miei limiti cerco di lavorare per la sicurezza di 60 milioni di cittadini italiani”. Cosi’ il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine della presentazione di un’iniziativa al Viminale, in merito alla decisione della Corte di Cassazione che ha ordinato il sequestro “ovunque venga rinvenuta” di qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord fino a raggiungere la somma di 49 milioni di euro di rimborsi elettorali provento della truffa allo Stato per cui e’ stato condannato in primo grado l’ex leader leghista Umberto Bossi.
Una fonte della delegazione al seguito del capo dello Stato in Lituania dice: “Mattarella è all’oscuro di qualunque contatto con la Lega”.
“Che io non possa a andare a parlare con il Presidente della Repubblica mi sembra bizzarro, e’ il garante della Costituzione. Parlero’ con il presidente Mattarella del fatto che la Lega sarebbe il primo partito in Italia e in Europa ad essere messo fuori legge con una sentenza non definitiva per degli errori commessi da qualcuno 10 anni fa e in cui io non c’entro niente”. Cosi’ il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rispondendo ai cronisti, a margine della presentazione di Mercurio App, una nuova applicazione per la Polizia di Stato. Salvini ha commentato le critiche arrivate dall’ Anm sull’incontro chiesto al Capo dello Stato per parlare della sentenza che ha colpito la Lega in merito a 49 milioni di euro di rimborsi elettorali spariti. “Io rispetto il lavoro della stragrande maggioranza dei giudici italiani, che al 99% obiettivamente fanno bene, senza pregiudizi, il proprio lavoro”, ha pero’ precisato Salvini.
“Se qualcuno, 10 anni fa, ha speso in maniera errata 300mila euro, perche’ di questo si sta parlando, e verra’ condannato in via definitiva, di quella cifra, anche se non c’entro nulla, sono personalmente disposto a farmi carico”, ha assicurato Salvini. “Se questo significa attaccare politicamente un partito che sta conquistando la fiducia della gente… di questo ne parlero’ con il presidente della Repubblica – ha aggiunto – ammesso che sia ancora permesso al ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio di parlare con il capo dello Stato”. Sara’ “Mattarella a decidere se c’e’ in ballo la democrazia o se e’ tutto normale”, ha concluso.
In una nota i capigruppo del Carroccio al Senato e alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, spiegano: “Milioni di italiani perbene si riconoscono nell’azione della Lega, mettere fuorilegge un partito per (eventuali) errori di altri risalenti a dieci anni fa non garantisce quello spirito di democrazia, liberta’ e partecipazione popolare su cui si fonda la nostra Costituzione e la nostra vita sociale. Ne parleremo col garante di questa Costituzione, col Presidente della Repubblica, nel pieno rispetto dei tanti giudici, la stragrande maggioranza, che svolgono bene e con imparzialita’, la loro funzione”.