MORTO IL GENDARME-EROE, FERMATO UN AMICO DELL’ASSALITORE
Gli inquirenti impegnati nelle indagini sull’attentato in Francia hanno ritrovato nella casa del killer a Carcassonne “una lettera-testamento manoscritta nella quale” Radouane Lakdim “fa allusione all’organizzazione dello stato islamico”. E’ morto il gendarme Arnaud Beltrame, 45 anni, l’ufficiale ‘eroe’ che si era offerto in ostaggio al posto di una donna sequestrata. Il presidente Macron lo omaggia in un ricordo. La madre afferma: ‘Oggi mi direbbe ‘mamma, ho fatto soltanto il mio lavoro”. Fermato a Carcassonne, con l’accusa di associazione terroristica, un minorenne amico dell’assalitore, Redouane Lakdim. Perquisita l’abitazione del killer.
Note “facenti allusione” al gruppo jihadista Stato islamico (Isis) sono state rinvenute nell’abitazione di Radouane Lakdim, il 25enne francese di origine marocchina responsabile degli attacchi di ieri a Carcassonne e Trèbes, nel Sud-Ovest della Francia, che hanno fatto quattro morti e sono stati rivendicati dall’Isis. Lo ha riferito una fonte giudiziaria, aggiungendo che queste note “fanno pensare a un testamento”. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti anche “supporti digitali”, ha detto la fonte. Gli investigatori stanno cercando di stabilire le motivazioni di Lakdim ed eventuali complicità.
Il gendarme francese che si è offerto come ostaggio durante “l’attacco terrorista islamista” di Carcassonne e Trebes, come l’ha definito il presidente Emmanuel Macron, è morto per le ferite riportate, diventando la quarta vittima della sparatoria e del sequestro in un supermercato. Il tenente colonnello Arnaud Beltrame, 45 anni, è stato tra gli agenti che sono arrivati sul posto a Trebes dopo che l’assalitore 25enne, che si è detto affiliato all’Isis, ha fatto irruzione in un supermercato sparando contro i presenti e asserragliandosi all’interno. Beltrame si è offerto di prendere il posto dell’ultima persona tenuta come ostaggio dall’assalitore, una donna, dopo che le altre persone sequestrate sono state liberate, ha spiegato il ministro dell’Interno, Gerard Collomb. Il presunto terrorista, Radouane Lakdim, ha sparato al gendarme e lo ha accoltellato, prima che le forze speciali antiterrorismo facessero irruzione e lo uccidessero. L’agente è stato portato in ospedale, ma è morto ore dopo l’attacco. Macron gli ha dedicato un omaggio, sottolineando che è “morto da eroe” e che merita “il rispetto e l’ammirazione dell’intera nazione”. Oltre a lui, altre tre persone sono state uccise a Trebes e nella vicina Carcassonne, nel primo grave attacco jihadista dall’ottobre scorso a Marsiglia. Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell’azione, parlando di una risposta al suo appello di colpire Stati nemici, come è solito fare quando l’assalitore si dichiara legato al gruppo islamista. La ministra della Difesa, Florence Parly, ha promesso che la Francia non cederà ai jihadisti: “La lotta contro Daesh continuerà senza sosta”, ha affermato. Il Paese è in allerta alta, dopo una scia di attacchi che dal 2015 hanno ucciso 240 persone. Lakdim, cittadino francese nato in Marocco, era controllato come potenziale estremista. La procura antiterrorismo ha precisato che era stato condannato per possesso d’armi e uso di droga, e che era stato in carcere per un mese nel 2016. Era controllato come inserito nella lista dei radicalizzati e tracciato per i suoi contatti con gli estremisti, poiché ritenuto legato al movimento salafita, ha spiegato il procuratore Francois Molins. La compagna dell’uomo, che viveva con lui a Carcassonne, e un amico minorenne sono stati fermati.