SCHAEUBLE, AVREMMO VOLUTO ALTRO A VOLTE NON SI RIESCE
Lavoriamo per rafforzare il contributo del commercio alle nostre economie’: si limita a questa frase il comunicato finale del G20 sul commercio globale, che glissa sui temi che hanno diviso la delegazione Usa da gran parte dei partner e non fa piu’ menzione alla rinuncia al protezionismo. Afferma che la ripresa globale continua a fare progressi, ma vi sono rischi al ribasso, impegna a usare tutti gli strumenti per stimolare la crescita e a rafforzare il contributo del commercio internazionale. Ribadito l’impegno contro le svalutazioni competitive. Lagarde (Fmi), l’economia globale e’ vicina a svolta. Schaeuble, su commercio avremmo voluto altro.
Le maggiori economie mondiali rinunciano all’impegno contro il protezionismo. Nel comunicato finale al termine del loro vertice di due giorni a Baden Baden, in Germania, i ministri delle Finanze del G20 non sono stati in grado di ribadire l’impegno per il libero commercio e contro il protezionismo. L’incontro è stato condizionato dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina e il documento finale, rileva il Financial Times, riflette l’atteggiamento anti-globalizzazione dell’Amministrazione Trump, rappresentata in Germania dal nuovo ministro del Tesoro, Steven Mnuchin. Sui temi del protezionismo e del libero commercio il G20 è finito in un “vicolo cieco”, ha ammesso il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble. “Non puoi forzare i partner ad accettare una formulazione che non li convince”, ha detto Schauble riguardo al comunicato finale.
Per quanto riguarda l’economia globale il “tema dominante, protagonista soprattutto di quello che non si e’ detto, e’ stato il commercio, con una discussione fino all’ultimo su quale linguaggio adottare. La parola commercio e’ menzionata, e non e’ banale alla luce degli scambi sviluppati al vertice”: lo ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan al termine del G20.
Padoan ha spiegato che c’e’ stato un “negoziato intenso su quale linguaggio introdurre”. Ma non c’e’ stato un vero e proprio scambio. Mnuchin ha detto solo che sono interessati a “un free e fair trade, cioe’ libero e giusto, ma senza specificare cosa voglia dire”. Padoan ha detto che il segretario Usa ha fatto un elenco di punti, menzionando “come problema l’esistenza di surplus o squilibri di pagamenti eccessivi e si e’ riaffermata la necessita’ di evitare manipolazioni del tasso di cambio”.