L’Italia ha tanti motivi di cui essere orgogliosa: lo ha detto nella conferenza stampa conclusiva del G7 di Charlevoix, in Canada, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, commentando la sua “prima esperienza internazionale”. “Sono stato molto orgoglioso di rappresentare il popolo italiano, di poter difendere le loro ragioni, ed ero molto sereno nel farlo con i nostri partner europei”, ha affermato Conte. “Abbiamo un Sistema paese che ha una ricchezza infinita. Dobbiamo andare avanti a testa alta, dobbiamo confrontarci in modo serio, ragionevole e schietto”, ha proseguito il premier, affermando di avere “maturato la convinzione che in questa prospettiva” puo’ essere d’aiuto “saper instaurare delle relazioni personali dirette leali e schiette con tutti i partner europei e internazionali”.
Il colloquio con il direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi) e’ stato “disteso e sereno”: lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa finale del G7 a Charlevoix, in Canada. “Abbiamo parlato della situazione italiana, le ho spiegato quello che vogliamo fare e abbiamo discusso dei conti pubblici italiani”, ha detto Conte, secondo cui “non c’e’ alcun motivo di preoccupazione da parte degli osservatori internazionali”. Il premier ha risposto anche a una domanda relativa alle prossime misure in campo economico. “La nostra agenda di lavoro la trovate nel contratto di governo. Per quanto riguarda la concreta declinazione delle iniziative lasciatemi prima riunire con i miei ministri e consentiteci di fare un programma dettagliato anche sul piano diacronico”, ovvero “sulla successione delle varie iniziative che adotteremo”.
“Il problema degli scambi commerciali è quello che ha creato maggiore conflittualità nell’agenda del G7. E’ il mio primo G7 ma non ce n’erano stati altri così conflittuali alla vigilia. I Paesi europei, e noi siamo tra quelli, non possono essere contenti perché da quelle misure possono essere svantaggiati. Alcune dichiarazioni alla vigilia hanno creato un’escalation”, ha detto Conte.
I legami tra gli Stati Uniti e Italia sono tradizionalmente strategici e bisogna “accantonare” l’idea che avere buone relazioni Washington posso creare un “conflitto con i partner europei”, ha detto il presidente del Consiglio italiano. Il rapporto con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e’ stato “da subito molto cordiale”, ha detto Conte, sottolineato che l’inquilino della Casa Bianca ha prestato “grande attenzione a quanto avvenuto in Italia”, esprimendo “grande entusiasmo per l’attivita’ che ci attende”. Il premier italiano ha quindi ribadito di aver ricevuto un invito a Washingron “che cercheremo di mettere in atto quanto prima”. Nonostante una conflittualita’ annunciata prima del vertice, ha concluso il premier, “siamo riusciti sia con i partner europei che con il presidente statunitense a gestire alcuni passaggi critici nel modo migliore possibile”.
“Sulla Russia la nostra posizione e’ molto chiara: non cambiamo atteggiamento un giorno rispetto a quello precedente. La nostra posizione l’ho ribadita alle Camere. Il meccanismo delle sanzioni c’e’ e noi lavoriamo perche’ sia rimosso. Lavorare in quella direzione ci vedra’ protagonisti perche’ riteniamo la Russia un Paese che ha un ruolo cruciale in tante crisi internazionali, nell’attuale contesto geopolitico recita un ruolo fondamentale e non possiamo prescindere da un dialogo con la Russia”, ha detto il premier italiano. “Auspico che Mosca e quindi la Russia possa sedere quanto prima a un tavolo G8 che on significa oggi, ma quanto prima”, ha aggiunto.
“Il tema dell’immigrazione e’ stato un tema continuamente evocato, non era specificamente indicato nell’agenda del G7, ma in tutti gi incontri l’ho toccato direttamente. Perche’ su questo tema si gioca il futuro dell’Europa. Merkel ha detto che Italia e’ rimasta abbandonata a se stessa in questi anni”, ha detto Conte. “L’Italia per una volta valutera’ gli altri, ci aspettiamo solidarieta’ vera. Questo significa che il regolamento di Dublino sara’ modificato per dimostrare che questa Europa la vogliamo piu’ equa. Non vogliamo piu’ soldi, vogliamo che la gestione dei flussi migratori e delle procedure di rimpatrio sia un problema gestito a livello collettivo europeo e condiviso”, ha aggiunto. “Questo governo non ce l’ha con le Ong. Per adesso la gestione dei flussi migratori, con l’approccio articolato sta funzionando, ma non puo’ essere questa la soluzione”.