’LEGGI ITALIANE INADEGUATE A PUNIRE IL REATO DI TORTURA’
Le leggi italiane sono inadeguate a punire e quindi prevenire gli atti di tortura commessi dalle forze dell’ordine. L’ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato ancora una volta l’Italia per gli atti di tortura perpetrati dalle forze dell’ordine nella notte tra il 20 e 21 luglio 2001 nella scuola Diaz, ai margini del G8 di Genova, ai danni di diverse persone. La Corte ha anche condannato l’Italia per non aver punito in modo adeguato i responsabili di quanto accaduto.
La Corte europea dei diritti dell’Uomo ha condannato oggi l’Italia per i maltrattamenti subiti dai manifestanti no-global al G8 di Genova nel 2001, considerati dallo stesso tribunale alla stregua di “atti di tortura”. Roma dovrà versare ai 42 ricorrenti da 45.000 a 55.000 euro. La violenza “incontrollata” della polizia, che fece irruzione nella notte tra il 20 e 21 luglio 2001 nella scuola Diaz dove gli attivisti si erano radunati, deve “essere considerata come atti di tortura, a causa di una grave sofferenza fisica e psicologica causata dalle parti interessate”, ha riferito la Corte. Si tratta della seconda condanna dell’Italia per azioni di polizia giudiziaria a margine del G8 di Genova: nel 2015, la Corte di Strasburgo aveva già condannato Roma a pagare 45.000 euro a un militante colpito dagli agenti. La stessa Corte, nel 2011, aveva assolto l’Italia per la morte del manifestante Carlo Giuliani a Genova, ritenendo che l’agente che aveva aperto il fuoco aveva agito perché temeva per la sua stessa vita.