Ma la Regione “dimentica” di finanziarlo, perché?
A cosa serve una figura di garanzia in tema di tutela dei minori e soprattutto cosa può fare? Alcuni sostengono che siano istituzioni inutili, ma dalla Calabria arriva una risposta che smentisce il sentire “di pancia” dei detrattori. Antonio Marziale, sociologo e giornalista, dall’aprile del 2016 Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, con un passato di tutto rispetto che lo colloca di diritto nella classifica delle figure più emblematicamente impegnate nella difesa dei diritti umani. Fondatore e presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, volto notissimo alle platee televisive, ha ricoperto un ruolo determinante nei tavoli interministeriali per il varo dei Codici “Tv e Minori” e “Internet & Minori” vigenti e ha ingaggiato battaglie senza confine contro il più turpe dei crimini contro l’umanità, la pedofilia, impegni che gli sono valsi riconoscimenti a livello internazionale e il Cavalierato dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitogli dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
“Assicuro – ha promesso nel corso della conferenza stampa di presentazione quale Garante – che cercherò di lasciare negli archivi meno carte possibili e farò di tutto per lasciare cose realizzate” e ad oggi non si può dire che abbia assicurato il falso. La Calabria era sprovvista della rianimazione pediatrica e Marziale, lavorando ai fianchi la commissione straordinaria alla sanità (l’assessorato regionale è commissariato da ben 7 anni), l’ha ottenuta con decreto datato novembre 2016 ed oggi in fase di strutturazione presso l’ospedale di Cosenza e vale la pena di ricordare che 50mila euro, corrispondenti alla metà del risicatissimo bilancio a disposizione dell’Ufficio del Garante, sono stati destinati dallo stesso alla formazione del personale chiamato ad operare nel nascente reparto.
Marziale ha denunciato lo stato di decennale degrado del quartiere “Ciambra” di Gioia Tauro, balzato agli onori della cronaca-spettacolo grazie al film di Jonas Carpignano, che si è aggiudicato il premio Europa Cinemas Label des Réalisateurs al recente Festival di Cannes. “Un quartiere senza luce, senza strade, senza fogne, con tonnellate di rifiuti a fare da giocattoli per i piccolini, molti dei quali malati – ha spiegato il Garante – e che adesso, grazie al sensibile e concreto impegno del prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, sta cambiando volto. La protezione civile regionale, guidata da Carlo Tansi, lavora alacremente affinché quei bambini godano dei servizi elementari e necessari ad assicurare il minimo indispensabile alla dignità umana e avranno fogne, strade, illuminazione e pulizia, anche se – ha aggiunto – non godono di adulti di riferimento esemplari, ma almeno vanno a scuola”. Infatti, il dato comunicato al Garante dalle autorità scolastiche e municipali parla del 98% dei frequentanti, quando nel passato casomai era da ascriversi alla voce “dispersione scolastica”.
Un ruolo assolutamente di primo piano Antonio Marziale ha ricoperto nella vera e propria contrapposizione alla riforma del Tribunale per i minorenni, che il ministro Andrea Orlando aveva previsto di accorpare ai Tribunali ordinari come sezioni specializzate per la famiglia e i minori. Audito dalla Commissione Giustizia del Senato della Repubblica, su invito del presidente Nico D’ascola, ha portato all’attenzione dei senatori il laboratorio del presidente del Tribunale reggino Roberto Di Bella, che allontana i minorenni dalle famiglie mafiose, un esperimento che porta le madri a chiedere al magistrato di aiutare i figli a sfuggire ad un destino infausto e i padri, molti dei quali boss di primo piano e detenuti, a ringraziarlo con lettere. “Se il Tribunale per i minorenni avesse perso autonomia – ha spiegato il Garante – questa efficace arma di lotta contro la ‘ndrangheta non avrebbe potuto proseguire”.
Non si può, in questa sede, trattare tutto l’operato di Antonio Marziale, la cui visione parzialmente riconducibile all’anno 2016 è ricavabile dalla Relazione Annuale redatta e pubblicata all’indirizzo http://www.garanteinfanzia.consrc.it esposta in un afoso 23 giugno in una stracolma Sala Calipari del Consiglio Regionale, segno evidente che il territorio ha recepito il fare del Garante e lo sostiene. In tale occasione, il giovane presidente della massima assemblea legislativa calabrese, Nicola Irto, che ha firmato il decreto di nomina del Garante, ha dichiarato: “L’attività del Garante è una punta d’orgoglio di questa legislatura”. A ragion veduta non si può affermare il contrario. Ma, allora, presidente Irto, perché Marziale nei giorni scorsi è stato costretto ad “elemosinare” il finanziamento per il suo Ufficio, visto e considerato che sul bilancio di previsione della Regione non è contemplato?
Interpellato da Parlamentonews, il Garante calabrese non si scompone: “Ho scritto al Governatore Mario Oliverio, di cui sinceramente mi fido, politico di lungo corso chiamato a fare i conti con una situazione difficilissima, politicamente fin troppo calda e burocraticamente farraginosa e proprio da lui mi attendo una risoluzione della vicenda”.
Risoluzione che tutti attendiamo.