Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato per domani alle 18:00 il gabinetto di sicurezza. L’incontro servirà a discutere e, secondo le indiscrezioni, ad approvare un piano per l’occupazione militare totale della Striscia di Gaza. La decisione arriva nonostante le forti resistenze interne.
Il capo di stato maggiore dell’IDF, generale Eyal Zamir, e altri vertici militari hanno espresso pareri contrari, avvertendo che un’operazione su larga scala comporterebbe “perdite pesantissime” e metterebbe a rischio la vita degli ostaggi. Lo scontro tra il premier e i generali è diventato pubblico e aspro, con il figlio di Netanyahu, Yair, che ha addirittura accusato Zamir di “ribellione”.
Anche il leader dell’opposizione, Yair Lapid, ha sconsigliato l’operazione, avvertendo che Israele “pagherà un prezzo troppo alto” e che il popolo “non è interessato a questa guerra”.
L’annuncio di Netanyahu ha scatenato un’ondata di preoccupazione a livello internazionale. All’ONU, l’assistente del segretario generale, Miroslav Jenca, ha definito la possibile decisione come “profondamente allarmante”, avvertendo di “conseguenze catastrofiche per milioni di palestinesi”.
Intanto, i gruppi dei Socialisti, Verdi e della Sinistra UE hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sostenendo che a Gaza si stia consumando “un genocidio”. Nella missiva, i gruppi chiedono l’immediata applicazione di un embargo sulle armi a Israele e la sospensione dell’accordo di associazione con lo Stato ebraico.
La questione ha avuto eco anche nel Parlamento italiano. Il ministro Luca Ciriani, rispondendo a un’interrogazione del M5S, ha ribadito la posizione del governo italiano: l’unico orizzonte possibile è la soluzione a due Stati, ma a patto che “nasca su basi solide” e che Hamas “esca di scena”. Ciriani ha aggiunto che l’Italia continua a lavorare per un cessate il fuoco e per garantire l’accesso umanitario a Gaza.
Durante il question time, i deputati del M5S hanno inscenato un flash mob pro-Palestina, accusando il governo di aver sostenuto Netanyahu in un momento in cui “si sta compiendo il più grande sterminio di questo inizio secolo”.