Il Procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, ha risposto duramente alle accuse di ritardo nell’invio degli atti del Tribunale dei ministri sul caso Almasri alla Camera. Lo Voi ha precisato che gli atti sono stati trasmessi in sole 24 ore, smentendo la presunta ricezione dell’1 agosto.
“C’è qualcuno che va dicendo che ho inviato in ritardo gli atti del Tribunale dei ministri sul caso Almasri alla Camera sostenendo che li avrei ricevuti l’1 agosto”, ha dichiarato il Procuratore. “A parte il fatto che gli atti andavano letti, rimessi in ordine, corredati da alcuni provvedimenti necessari per eseguire le decisioni del Tribunale dei ministri e interamente fotocopiati, il tempo impiegato è stato minimo e cioè dal 4 agosto, giorno di arrivo degli atti in procura, al 5 agosto, giorno di arrivo degli atti alla Camera. Se 24 ore vi sembrano troppe…”.
Nel frattempo, emergono dettagli sulla memoria difensiva inviata dal governo al Tribunale dei ministri il 30 luglio scorso. In essa si sostiene che le azioni dei rappresentanti del governo nel caso Almasri sarebbero legittimate da uno “stato di necessità”.
La memoria, citando l’articolo 25 del “Responsability of State for Internationally Wrongful Acts 2001” della International Law Commission delle Nazioni Unite, afferma che l’illiceità di una misura può essere giustificata per “salvaguardare un interesse essenziale dello Stato da un pericolo grave e imminente”. Questo passaggio, contenuto nella memoria difensiva, è ora parte degli atti inviati alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera, e sarà un elemento centrale nel dibattito sul procedimento.