PADOAN, AVANTI CON RIFORME, TROPPI GIOVANI LASCIANO L’ITALIA. D’ALEMA DIVIDE SUL GOVERNO DEL PRESIDENTE. RENZI A CALTAGIRONE, TROPPI PARTITI DI PLASTICA
‘L’Italia attraversa una fase dove e’ piu’ che mai necessario coraggio e fiducia. Fuori dalla crisi, con una crescita stabile’. Lo ha detto il premier Gentiloni aggiungendo che ‘non e’ il tempo di scardinare pilastri del nostro sistema pensionistico e fiscale, non e’ il tempo delle cicale ma e’ il tempo della competenza, della serieta’ e dell’investimento sul futuro’. E a questo proposito, ‘guai a dimenticare che uno degli obiettivi’ deve essere ‘una fase di riduzione graduale, sostenibile e significativa’ del debito. La ripresa e’ ‘in corso’ e ‘vanno rafforzate’ le sue ‘componenti strutturali’, e’ l’ appello del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che aggiunge: ‘Troppi giovani lasciano l’Italia’. Cig ai minimi dal 2008 ma crollano le assunzioni stabili, secondo dati Inps.
“Non è il tempo delle cicale ma dell’investimento sul futuro”. All’inaugurazione dell’anno accademico della Luiss di Roma, davanti agli studenti universitari, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni lancia un ammonimento alla campagna elettorale in corso, segnata da slogan e proclami: “Non è il tempo di scardinare pilastri del nostro sistema, dal sistema pensionistico a quelli del sistema fiscale”. “Finalmente siamo fuori dalla crisi economica più grave del dopoguerra – sottolinea il premier – Abbiamo un buon livello di crescita, potremmo averlo migliore, lo abbiamo stabile. Abbiamo raggiunto livelli occupazionali che sono i più alti da quando si fanno statistiche, anche se sappiamo che sull’occupazione giovanile e femminile abbiamo molto da migliorare”. E “abbiamo i conti non in ordine ma molto in ordine, il deficit era al 3% e nell’anno che si è appena concluso sarà al 2%, abbiamo una situazione stabile di avanzo primario”. I risultati ci sono, dice Gentiloni, ma attenzione: sono “costati sacrifici a famiglie, imprese e lavoratori” e “non possono essere dilapidati. Disperderli sarebbe assolutamente irresponsabile”. Perciò “guai a dimenticare tra gli obiettivi della prossima fase politica quello di passare dalla stabilizzazione e leggerissima flessione a una fase di riduzione, graduale e sostenibile ma significativa, del nostro debito pubblico – ha aggiunto – se ne parla un po’ poco, deve essere uno degli obiettivi principali”.Ma alle parole di alcuni, come il M5s, che propongono uno scostamento dal percorso di riduzione del debito, e alle preoccupazioni di chi come il commissario Ue Pierre Moscovici vede nelle elezioni italiane un rischio, Gentiloni risponde deciso: “L’Italia è da 70 anni, nonostante la frequenza dei cambi di governo, il paese più coerente e stabile tra i paesi europei e in cui i fondamentali sono più riconoscibili a livello internazionale e dagli investitori”. E insiste: “Alla frequenza dei cambi di governo non è corrisposto un andamento altalenante in politica estera, economica, nei confronti degli investitori”. L’Italia dunque, “è un Paese che non merita fiducia, e lo merita soprattutto da parte nostra”. Fiducia e “coraggio”, rimarca, sottolineando che “c’è una parte di Italia che corre e una parte che fatica ed è rimasta indietro. Se non ci occupiamo anche di questa parte faremo molta fatica a progredire”. E sul Sud: “Abbiamo difeso nella legge di Bilancio la priorità della decontribuzione per i giovani e in particolare per il Sud. Non ci sono mai state negli ultimi anni condizioni migliori per investire nel Mezzogiorno d’Italia”.
Il 5 marzo ci aspetta un governo del presidente, “per forza”. La fuga in avanti di Massimo D’Alema spiazza e divide la sinistra. E nelle ore delle trattative per la chiusura delle liste, alza la tensione dentro Liberi e uguali. Pietro Grasso prova a smorzare, spiegando che non c’e’ nulla di nuovo e che, a fronte della legge elettorale attuale che “non da’ governabilita’”, LeU e’ “disponibile” a un governo incaricato “solo” di una nuova legge elettorale. Ma Pippo Civati e Nicola Fratoianni sono gia’ sugli scudi.
I Dem sono alle prese in queste ore con le tensioni interne per la difficile quadratura delle liste. Entro sabato chiuderanno l’intesa sulla coalizione, di cui con ogni probabilita’ fara’ parte +Europa di Emma Bonino, poi le trattative entreranno nel vivo, per la settimana decisiva. D’Alema porta sulla scena una delle ipotesi piu’ accreditate per il dopo, spiegando al Corriere della sera che con il Rosatellum nessuno vincera’ e dunque servira’ “una convergenza di tanti partiti diversi attorno a obiettivi molto limitati”, tra cui una nuova legge elettorale.
Renzi a Caltagirone a un incontro su “popolarismo e populismo”, cita l’appello ai “liberi e forti” di don Sturzo e ignora D’Alema. “C’e’ la caccia a fare il ministro, ci sono santi e santini, ma non crediamo ai partiti di plastica che pubblicano e falsificano i sondaggi di giorno in giorno”, attacca gli avversari. Mentre a Roma Maurizio Martina, Lorenzo Guerini ed Ettore Rosato incontrano Civica popolare per stringere sull’alleanza.