Gentiloni a Davos presenta l’Italia come un Paese sano, in crescita, che non arretrera’ sulle riforme. I populisti, dice, non vinceranno il 4 marzo. In ogni caso, il Pd non fara’ intese con la coalizione di Berlusconi, che pure populista non e’ al contrario dei suoi. ‘Il mio impegno finisce con le elezioni. Poi vedremo’, aggiunge. A 5 giorni dal termine per la presentazione di liste e candidati, sale la tensione nelle coalizioni sui nomi.
“Sono in buona salute, ma il mio impegno, 13 mesi fa, era portare il paese alla fine della legislatura, portare avanti le riforme e affrontare alcune crisi serie come quella migratoria e delle banche. Questo era il mio impegno e termina con le elezioni. Dopo, vedremo”. Cosi’ Paolo Gentiloni in un’intervista alla Cnbc a Davos, a proposito del suo futuro politico.
E aggiunge “No” all’ipotesi di una coalizione di governo con il centrodestra di Forza Italia e Lega Nord. “Per rispondere alla sua domanda in modo diretto – ha dichiarato il presidente del Consiglio – no, non sarei interessato” a dar vita ad una coalizione di governo con il blocco di centro-destra. Quanto al rischio di un parlamento ‘in sospeso’ in conseguenza del voto, “speriamo – ha detto Gentiloni – che questo non sia il caso e che il centrosinistra che rappresento abbia la maggioranza”. “In ogni caso credo che saremo il pilastro di una possibile coalizione e abbiamo una certa ‘expertise’ in materia di flessibilità nel mio paese”. “Ma – ha proseguito – credo che la posizione populista antieuropeista non prevarrà e l’Italia manterrà la propria stabilità”. “Penso – prosegue – che la posizione populista anti Ue non prevarra’” alle elezioni del 4 marzo, “e che l’Italia manterra’ la sua stabilita’”.
Se il centrodestra vincesse le elezioni ma Silvio Berlusconi avesse bisogno di Paolo Gentiloni per formare il governo, l’attuale presidente del Consiglio non sarebbe disponibile. Il premier ha risposto così a una domanda durante una intervista realizzata da Cnbc durante il World economic Forum di Davos. “Beh, sa, a questa domanda diretta la risposta è no. Ma il fatto è che la coalizione di centrodestra in Italia mette insieme posizioni molto differenti. Abbiamo due parti di questa coalizione. Una è un partito conservatore e l’altra – le altre due – sono partiti populisti e anti-Ue. Penso che quella coalizione non starà in piedi”. All’intervistatore che gli ha ricordato l’apprezzamento del mondo del business per la sua persona, e gli ha chiesto se questo possa portarlo a un nuovo mandato anche se il leader del suo partito è Matteo Renzi, Gentiloni ha risposto che “non è qualcosa che stia a me decidere. In base alla legge elettorale, sarà deciso, ovviamente, dai risultati delle urne, le elezioni sono sempre fondamentali. Non puoi discutere di governo prima con questa legge prevalentemente proporzionale, quindi dopo le elezioni avremo bisogno di un governo e lo avremo. Io sono in carica a desso e non ho niente in mente per il futuro. Sono il nostro voto, e il presidente della Repubblica, che decideranno il futuro”. Alla successiva domanda, “ma lei esclude, comunque, di essere a disposizione per rimanere in carica qualunque coalizione glielo chieda? C’è qualche ragione che potrebbe indurla a rifiutare?”, il capo del Governo ha risposto: “Sono in buona salute ma il mio impegno, tredici mesi fa, era di cercare di portare il Paese alla fine della legislatura, di continuare le riforme a affrontare un paio di di questioni molto serie: l’immigrazione e la crisi bancaria. Questo era il mio impegno e l’impegno finisce con le elezioni, dopo le elezioni vedremo”. Controreplica dell’intervistatore di Cnbc: “Lo interpreto come un ‘non lo escludo, ma si vedrà dopo il voto'”. “Corretto”, è il commento di Gentiloni.
“Dobbiamo stare molto attenti a non interrompere con queste elezioni le riforme che abbiamo realizzato negli ultimi cinque anni con lo sforzo dei lavoratori e delle imprese italiane. Interromperle sarebbe molto grave”. Cosi’ il premier Paolo Gentiloni nel corso dell’intervista a Cnbc, realizzata a margine del vertice di Davos. “Siamo sulla strada giusta- aggiunge – perche’ l’economia e’ tornata in crescita. Solo un anno fa il Fmi aveva previsto per il 2017 in Italia una crescita dello 0,7 per cento. Ora la previsione e’ stata rivista dal Fmi all’1,6%. Ovviamente, il fatto che abbiamo numeri positivi non significa che abbiamo risolto automaticamente i nostri problemi sociali e politici”.